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Uccide madre e figlia preso novello sposo

Uccide madre e figlia preso novello sposo

Uccide madre e figlia preso novello sposo

 
Uccide madre e figlia preso novello sposo

Sabato 02 Agosto 2008, 00:00

02 Febbraio 2016, 19:54

CANOSA DI PUGLIA (BARI) - Si chiama Giovanni Valentino, ha 32 anni e pare non avesse un lavoro fisso, l'uomo bloccato dai carabinieri con l'accusa di aver massacrato (forse a martellate) la moglie, Lucia Di Muro, di 35 anni, e la suocera, Maria Grazia Prisciandaro, di 60.
Il duplice omicidio risale al mezzogiorno di oggi ed è avvenuto nella casa della coppia a Canosa di Puglia (Bari), quattro giorni dopo il loro ritorno dalla luna di miele.

L'uomo è stato subito condotto nella caserma dei carabinieri, dove è stato raggiunto, per interrogarlo, dal pm inquirente Mirella Conticelli (della procura di Trani), all'uscita dall'appartamento del duplice omicidio dove aveva compiuto un rapido sopralluogo. Proprio allontanandosi dal luogo del delitto, il magistrato aveva detto che i corpi delle due donne sono stati trovati in salotto, in un lago di sangue.

All'interrogatorio ha preso parte anche il comandante del reparto operativo di Bari, ten.col.Vincenzo Trimarco, che dirige le indagini.

IL PM: L'ACCUSATO E' SOTTO CHOC E NON RISPONDE
Durante l'interrogatorio però Valentino si è chiuso in un mutismo assoluto ed è sotto choc. Lo ha confermato il pm Mirella Conticelli che per due ore gli ha rivolto domande invano.

Valentino che, come detto, non avrebbe un lavoro fisso, in passato avrebbe venduto frutta e verdura. La moglie invece, diplomata, dopo aver lavorato per qualche tempo in un bar, faceva la casalinga. In attesa che il medico legale faccia i rilievi sui cadaveri, sta prendendo piede tra gli investigatori l'ipotesi che le due donne siano state uccise non a coltellate (come si era appreso in un primo momento) ma forse con un martello. Anche se c'è chi ipotizza che Valentino che - a quanto viene reso noto - avrebbe grosse capacità fisiche, avendo fatto anche pugilato, potrebbe aver ucciso le sue vittime senza alcuna arma.

"Non siamo riusciti a capire se abbia utilizzato un'arma - ha detto il pm - anche perchè in due ore di interrogatorio non ha detto una parola, è sotto choc". Il magistrato ha confermato che alla base del delitto vi sono "conflitti familiari", e ha spiegato che i due giovani coniugi "si erano sposati a maggio e non avevano avviato alcuna pratica di separazione" .

"Il delitto - ha concluso - è terribile, essendo un duplice omicidio molto efferato. Lui, secondo quanto si dice in città, era un bravo ragazzo, un insospettabile".

AVEVANO IL CRANIO SPAPPOLATO
E davvero orribile è la scena del delitto: madre e figlia hanno i crani fracassati. Attorno ai cadaveri c'è una pozza di sangue. Lo si è appreso da fonti investigative che definiscono «un mattatoio» il soggiorno dell'appartamento in cui è stato compiuto il duplice omicidio.

A quanto si è saputo, a dare l'allarme ai carabinieri e al 118 è stato il papà di Lucia Di Muro e marito di Maria Grazia Prisciandaro, Domenico Di Muro (padre di tre figli, due dei quali militari dell'Aeronautica). L'uomo, infatti, attendeva in auto che la moglie scendesse dall'abitazione della figlia. Infastidito dalla lunga attesa, ha deciso di raggiungere l'appartamento, al quinto piano di via Sardegna 33: all'interno ha visto i corpi delle due donne riversi sul pavimento.

I soccorritori del 118, una volta sul posto, hanno constatato che Di Muro era agonizzante, quindi le hanno somministrato una flebo. Operazione vana perchè la donna è morta subito dopo. Per Prisciandaro, invece, è stato subito accertato il decesso.

I VICINI: LITIGAVANO
«Abbiamo sentito che hanno litigato, le loro urla si sentivano anche dalla strada». Così alcuni vicini di casa hanno raccontato ai carabinieri le fasi immediatamente precedenti l'omicidio di Lucia e Maria Grazia.

Un parente del presunto assassino, che è arrivato sotto l'abitazione di via Sardegna, dove è stato compiuto il duplice omicidio, ha preso a disperarsi e a ripeteva: «Glielo dicevo, "se non vai d'accordo con la tua fidanzata non ti sposare"».

Pare infatti che da ancor prima di sposarsi Lucia di Muro e Giovanni Valentino litigavano spesso: le liti erano frequenti anche tra il presunto assassino e la famiglia della moglie.

I due ragazzi si erano uniti in matrimonio lo scorso 24 maggio.

IL LUOGO DEL DELITTO
E' un complesso residenziale alla periferia di Canosa di Puglia, ben tenuto e curato, il luogo nel quale le due donne sono state uccise.

Il complesso è a forma di ferro di cavallo con un giardino condominiale al centro. A lato del giardino un corridoio in fondo al quale si apre il portone della palazzina dove viveva la coppia.

La casa dove è avvenuto il duplice omicidio è al quinto piano.
Bianco e giallo i colori dominanti delle palazzine, con tende parasole gialle ai balconi. Le famiglie che vi abitano sono costituite perlopiù da coppie giovani con bambini.
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