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In Puglia e Basilicata

inchiesta sul petrolio

Istituto Sanità: in Basilicata aumento
morti per patologie non tumorali

tempa rossa

Da un'indagine risulterebbero eccessi di mortalità e ospedalizzazioni rispetto all’intera Regione Basilicata su altre patologie, ad eziologia multifattoriale

14 Aprile 2016

«E' degna di attenzione la situazione riguardante altre patologie non tumorali, ad eziologia multifattoriale, per le quali risultano, eccessi di mortalità e ospedalizzazioni rispetto all’intera Regione Basilicata». Queste le conclusioni generali di uno studio dell’Istituto superiore di sanità sulla situazione ambientale e sanitaria dell’area della Val d’Agri, e consegnato alla Regione a febbraio del 2016. Secondo le conclusioni dell’Iss - diffuse oggi nel corso di una conferenza alla Camera della commissione Ecomafie - «il profilo di salute dei residenti nelle aree interessate alla concessione estrattiva non sembra essere critico. L’analisi congiunta dei risultati dell’ospedalizzazione e della mortalità evidenzia una situazione che non si discosta da quella regionale per ciò che riguarda le patologie tumorali». Inoltre «anche l'analisi sui soli due comuni di Viggiano e Grumento Nova conferma quella riferita a tutta l’area interessata dalla concessione».

Nello studio si fa presente di «considerare le stime con grande cautela» per via della popolazione ristretta; allo stesso tempo si fa presente come sia «necessario un approfondimento» sia su alimenti e acque sotterranee e superficiali sia sull'aspetto «sanitario valutando l'eventuale» possibilità di «indagini epidemiologiche». Un approfondimento sarebbe necessario, si afferma nello studio, ''per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area».

Lo studio dell’Iss - si spiega - ''anche se preliminare, non sembra evidenziare particolari criticità di carattere ambientale, in particolare per le concentrazioni del PM 2,5 (particolato fine, ndr) rilevate presso i centri abitati e per le concentrazioni dei metalli contenuti nel particolato sospeso. Le deposizioni atmosferiche sebbene non individuino criticità, evidenziano alcune variabilità stagionali con particolare riferimento ai contaminanti organici, che andrebbero approfondite per comprenderne l’origine».
In particolare, continua, «un approfondimento sarebbe necessario per comprendere le ragioni della variabilità stagionale del profilo dei contaminanti organici»; questo «per indagare le concentrazioni di fondo in aree verosimilmente imperturbate». Ed infine «per comprendere se le concentrazioni rilevate degli inquinanti (organici ed inorganici) hanno la potenzialità di contaminare la catena alimentare per i prodotti coltivati nell’area».

PETROLIO GATE, INCHIESTA RESTA A POTENZA - Resta a Roma l’indagine della procura di Potenza sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. E’ quanto deciso, per il momento, dagli inquirenti che si sono incontrati in Procura a Roma per circa un’ora. Ad oggi, quindi, l’intero incartamento della indagine sul business petrolio in Lucania resta a Potenza.
Nella stanza del procuratore Giuseppe Pignatone si è svolto il vertice, durato circa un’ora, cui hanno preso parte anche il procuratore capo di Potenza Luigi Gay, l’aggiunto di Roma, Paolo Ielo, e i titolari dell’indagine potentina, i sostituti Francesco Basentini e Laura Triassi.
In base a quanto si è appreso, nel corso del vertice sono state fatte valutazioni sullo stato delle rispettive indagini e non è stata presa alcuna decisione sull'eventuale trasferimento di atti da parte della procura di Potenza. Non è escluso, tuttavia, che le parti possano a breve tornare a confrontarsi su profili di competenza territoriale legati alle indagini.
Da alcuni giorni a Roma è stata avviata una indagine dopo l'esposto presentato dal ministro delle infrastrutture Graziano Delrio relativo ad una attività di dossieraggio ai suoi danni. Il procedimento al momento è stato aperto come modello 45, ossia senza ipotesi di reato o indagati.
Le due indagini, quindi, continueranno a viaggiare parallele ma i due uffici proseguiranno a dialogare su eventuali connessioni.
A spingere i titolari dell’indagine a Roma il coinvolgimento di una serie di figure tra cui quella di Gianluca Gemelli, compagno dell’ex ministro Federica Guidi, e ritenuto dagli inquirenti una sorta di figura-chiave capace di fare da 'intermediariò tra i palazzi della politica romana e un gruppo di imprenditori. Il «quartierino romano», così come ribattezzato in alcune intercettazioni, che di fatto rappresenta per chi indaga un presunto comitato d’affari di cui farebbe parte anche lo stesso Gemelli. «Quartierino» che, per altro, in alcune intercettazioni chiama più volte in ballo l’ammiraglio, De Giorgi, che domani comparirà davanti ai pm lucani per essere interrogato.

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