IL CAIRO - In un'autobiografia postuma di cui sono state date oggi anticipazioni dalla stampa britannica, la leader dell'opposizione pachistana Benazir Bhutto, assassinata a fine dicembre, accusa il sedicenne figlio di Osama bin Laden di avere comandato una squadra suicida per ucciderla.
La Bhutto, due volte premier, il giorno del suo rientro in patria lo scorso ottobre, dopo otto anni di esilio volontario, era stata obiettivo di un attentato dal quale era uscita incolume, ma 140 persone, delle decine di migliaia che erano accorse a Karachi ad accogliere il suo ritorno, morirono. Immediatamente la Bhutto dichiarò di essere stata informata che quattro squadre erano pronte a ucciderla, ma nessun nome venne fatto allora.
Il «piccolo» Bin Laden, Hamza, non è nuovo alle cronache. Già da tempo correvano voci che fosse lui il delfino prescelto alla successione alla guida della rete terroristica di al Qaida.
Nel 2001, a dieci anni, Hamza apparve in un video accanto al padre Osama mentre festeggiavano il matrimonio del fratello, Mohammed, a Kandahar, nel Sud dell'Afghanistan, e nel novembre dello stesso anno, dopo l'attacco americano al regime dei Taleban, venne ripreso insieme a militanti, attorno ai resti di un elicottero americano a Ghazni, nell'Est.
Nel 2005 è in un video, i Mujaheddin del Waziristan (regione tribale pachistana al confine con l'Afghanistan), mentre partecipa a un attacco a una base militare pachistana. Nel settembre scorso rapporti di intelligence lo indicano come un «leader» di Al Qaida che sta combattendo la jihad, guerra santa, in aree tribali pachistane.
Si dice che Bin Laden abbia 27 figli. Il primogenito Saad ha quasi trent'anni, e anche lui è un leader di Al Qaida.
Nelle anticipazioni rese note oggi, la Bhutto afferma che, oltre a quelle guidata da Hamza, vennero mandate squadre dal «signore della guerra Taleban Baitullah Mehsud, da militanti della Moschea rossa (radicale di Islamabad, ndr) e da un gruppo militante di Karachi». L'ex premier conferma che le informazioni su questi piani le vennero fornite dal presidente pachistano Pervez Musharraf e da un «governo musulmano straniero».
Mehsud è stato accusato dal governo pachistano di essere la mente dell'assassinio della Bhutto, il 27 dicembre, alla fine di un comizio elettorale a Rawalpindi. Il militante, che si ritiene sia vicino ad Al Qaida e opera nella zona tribale del Waziristan, dove è in corso da mesi una vera guerra con il governo pachistano, ha smentito, sostenendo che l'Islam proibisce di far del male alle donne.
Sull'attentato di ottobre a Karachi la Bhutto racconta che potrebbe essere stato commesso da un kamikaze che ha imbottito di esplosivo gli abiti di un bambino, trasformandolo in una bomba. Un uomo ha attirato l'attenzione della Bhutto cercando di porgerle il bimbo e poi lo ha dato a un agente su una vicina auto, subito dopo c'è stata l'esplosione, scrive la stessa Bhutto in 'Reconciliation: Islam, Democracy and the West' (Riconciliazione: Islam, Democrazia e l'Occidente) che uscirà il 12 febbraio.
Lunedì 04 Febbraio 2008, 00:00
02 Ottobre 2025, 19:45
















