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Arresti a Bari per dirigenti case popolari

Arresti a Bari per dirigenti case popolari

Arresti a Bari per dirigenti case popolari

 

Mercoledì 06 Aprile 2005, 14:36

02 Febbraio 2016, 19:13

BARI - Un'operazione del nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di finanza è in corso a Bari per l'esecuzione di provvedimenti cautelari nei confronti di dirigenti dell'Istituto autonomo case popolari (Iacp) con l'accusa di aver preso tangenti in appalti concessi dall' Istituto. Nell'operazione sono coinvolti anche imprenditori.
A quanto si è saputo, i militari stanno eseguendo sette ordinanze di custodia cautelare, alcune in carcere altre ai domiciliari. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Bari Giuseppe De Benedictis, su richiesta dei pubblici ministeri Lorenzo Nicastro, Roberto Rossi e Renato Nitti. Tra i reati contestati, concussione, corruzione, turbativa d'asta, frode in pubbliche forniture, falso.

LA RICOSTRUZIONE

E' un appalto da 6 milioni di euro (base di partenza dell'asta) per la ristrutturazione di alloggi popolari l'episodio principale nell'ipotesi di concussione contestata nell'inchiesta della procura della Repubblica di Bari che ha portato, questa mattina, all'esecuzione di misure cautelari per sette persone su disposizione del gip del tribunale barese Giuseppe de Benedictis e su richiesta dei pm, Lorenzo Nicastro, Renato Nitti e Roberto Rossi.
Tra gli arrestati spicca il nome del commissario straordinario dell'Istituto autonomo case popolari (Iacp) di Bari, Gaetano Mossa, 51 anni, unico trasferito in carcere. Gli altri sei, agli arresti domiciliari, sono: Giuseppe Andriani, 61 anni ex direttore generale dello Iacp, Nicola Attolino, 63 anni dirigente del settore amministrativo, Mario Gerardi, 50 anni, ex direttore generale, Saverio Bratta, 59 anni, ex vicepresidente, Nicola Micchetti, 58 anni, dirigente dell'ufficio tecnico, Vito Carella, 48 anni, imprenditore edile. Risulta invece interdetto dall'attività l'imprenditore tranese Onofrio Lamanna, di 31 anni.

Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di concussione, falso in atto pubblico, turbativa d'asta e truffa aggravata in pubbliche forniture, ipotesi relative al periodo compreso tra il 1996 e il 2004 su cui da circa un anno sta indagando la guardia di finanza di Bari sulla base di prove documentali.

In particolare la procura contesta la concussione per aver imposto alle imprese che si erano aggiudicate la gara di subappaltare i lavori di ristrutturazione degli edifici popolari del quartiere San Paolo ad altre imprese a loro collegate e da loro segnalate. Il sub appalto imposto, secondo i pm, arrivava a far diminuire l'utile all'impresa aggiudicatrice fino al 50%. Ma a fronte della mancata adesione, sempre secondo l'accusa, a tale richiesta dell'imprenditore si sarebbero create ritorsioni consistite in omessi pagamenti o ritardati pagamenti degli stati di avanzamento lavori legittimamente spettanti.
La gara d'appalto oggetto d'indagine è stata espletata il 30 gennaio del 2002 ed è tuttora in corso d'opera per 228 alloggi Iacp al rione San Paolo di Bari. Tra le accuse contestate a vario titolo anche l'ipotesi di falso in atto pubblico per aver attestato con false motivazioni il ritardo dei pagamenti all'impresa vincitrice nascondendo la reale motivazione di non pagare per metterla in difficoltà.

Nell'indagine, ancora in corso, risultano altri indagati.
E' stata supportata da numerose intercettazioni ambientali e telefoniche oltre che da prove documentali come una tabella che affidava una consulenza da cui non emergeva il requisito necessario della capacità professionale del consulente ma lo «sponsor» del professionista scelto. Le false attestazioni riguardano, più in generale, sempre secondo la procura, diciannove incarichi assegnati a più figure professionali.
Nell'inchiesta vi sarebbe anche un episodio di corruzione per scambio di favori ed incarichi tra un pubblico ufficiale Iacp e d un dipendente di un altro ente ed un episodio di turbativa d'asta per aver deciso a tavolino il vincitore di una gara. La Procura contesta anche la frode in pubbliche forniture e la truffa a vario titolo per appalti per cui si attestava falsamente che erano stati realizzati e pagati lavori mai eseguiti ad Andria. Infine risulta un episodio di falso per l'assegnazione di locali commerciali nelle abitazioni popolari a non aventi diritto per uso abitativo.
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