Sono proprio loro, i medici, che in queste ore stanno cercando di capire cosa sia successo e quali siano stati gli errori umani che hanno portato alla tragica morte del piccolo. L'ospedale fin da subito ha avviato un'indagine interna e ha raccolto tutta la documentazione e la cartella clinica che ha inviato alla magistratura di Alba (Cuneo).
«Il cloruro di potassio è un farmaco che non si usa in pediatria e che non doveva trovarsi in quel reparto - ha detto De Vonderweid -. Io stesso, appena venuto a sapere della tragedia ho raccolto i farmaci, usati e non, trovati vicino ad Enrico e nella sala di preparazione del bambino per esaminarli. Tutto materiale ora in mano ai magistrati, di più per ora non è il caso di dire, questo è un ospedale molto serio e con procedure del tutto trasparenti, adesso occorrerà capire come è andata».
Di trasparenza di procedure per l'approvvigionamento dei farmaci ha parlato anche il direttore di presidio, Canavoso, sentito a lungo questa mattina dal procuratore capo della Procura di Alba, Luigi Riccomagno e dal sostituto Alessia Ceccardi. «Non so perché quella fialetta, anzi quelle fialette di potassio (ne sono state trovate 5, 4 intatte, una usata per Enrico - n.d.r.) si trovassero lì - ha detto Canavoso - so che le procedure per fornire i reparti dei farmaci sono molto chiare a tutti». «Dai reparti parte un fax - spiega il medico - che arriva alla farmacia dell'ospedale che a sua volta prepara delle apposite scatole sigillate e con l'indirizzo ben chiaro sopra. Un'azienda di servizio esterno le recapita ai reparti dove in genere i caposala le aprono per poi sistemare i farmaci negli appositi banconi». Insomma gli errori umani potrebbero essere più d'uno, ovvero non solo da parte dell'infermiera accusata di aver scambiato la fialetta di soluzione fisiologica con quella contenente cloruro di potassio e usata per la flebo letale. Si tratta di due fialette in plastica quasi identiche se non fosse che una reca una scritta rossa e un numero (quella incriminata) e l'altra una scritta blu.
Saranno i carabinieri della Compagnia di Moncalieri, che già oggi sono stati tutto il giorno in ospedale, a tornarvi domani per sentire altre persone e per cercare di ricostruire l'iter esatto di quel farmaco maledetto.
















