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Camorra - Decapitato clan Di Lauro

Arrestato a Napoli il boss latitante a capo degli «scissionisti». Ignoti hanno incendiato il villino di proprietà di un altro esponente del gruppo in rotta
NAPOLI - Lucio De Lucia, di 49 anni, boss latitante del clan Di Lauro, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli a Melito, un comune confinante con il quartiere Secondigliano. L'uomo, che svolgeva in particolare la sua attività nel rione Perrone, è stato sorpreso dai militari della compagnia di Giugliano in Campania, insieme con la convivente, nell'abitazione di una donna di 34 anni, che lo nascondeva da tempo.
De Lucia è il padre di Ugo e lo zio di Luigi, due elementi di spicco del clan, uno arrestato due giorni fa nell'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato complessivamente al fermo di 52 persone. Il padre Ugo è invece tuttora ricercato, latitante dal giugno 2003. Deve scontare tre anni di reclusione ai quali è stato condannato con le accuse di estorsione e lesioni personali.
Anche la donna che nascondeva Lucio De Lucia nella sua abitazione di Melito è stata arrestata dai carabinieri: l'accusa per lei è di procurata inosservanza di pena.
La donna, a quanto si apprende dagli investigatori, forniva ospitalità a De Lucia nel suo alloggio popolare in cambio di un sostegno economico mensile. Si suppone che l'uomo si fosse rifugiato lì da circa un mese.
De Lucia, 49 anni, è considerato dagli inquirenti elemento di spicco e capozona del clan Di Lauro nella zona «Perrone» del quartiere Secondigliano, nonché padre di Ugo De Lucia, tuttora ricercato perché ritenuto, sulla base delle dichiarazioni rese dal pentito Pietro Esposito, il killer di Gelsomina Verde, la 22 enne vittima di una vendetta trasversale perché legata ad un esponente degli scissionisti. Il nipote di Lucio De Lucia, Luigi, risulta invece tra gli arrestati nel blitz fatto dalle forze dell'ordine nella notte di lunedì.


Napoli - Camorra, incendiato villino gruppo «scissionisti» INCENDIATO VILLINO BOSS GRUPPO 'SCISSIONISTI'
Un attentato incendiario è stato compiuto nel quartiere Secondigliano, a Napoli, contro un villino di proprietà di Gennaro Marino, esponente di spicco del gruppo degli «scissionisti» che si oppone a clan Di Lauro, arrestato il 25 novembre scorso dalla polizia che interruppe un summit di camorra. L'abitazione - un edificio in legno sul tipo dei cottage di montagna, fiancheggiato da una piscina - si trova alla quinta Traversa Limitone di Arzano, di fronte alla zona del cosiddetto «Terzo mondo», nel cuore dell'area dove è in corso la faida di camorra. La casa era disabitata.
Sconosciuti hanno divelto una finestra del villino e hanno versato all'interno dell'abitazione una notevole quantità di benzina. Quando è stato appiccato il fuoco, si è determinato all'interno dell'appartamento un effetto di compressione dei gas che ha provocato una fortissima deflagrazione e il successivo incendio. Tutti i mobili e le suppellettili sono andati distrutti.
Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno spento le fiamme. In prossimità del villino sono state trovate alcune taniche vuote contenenti residui di benzina.
Gennaro Marino, insieme con Vincenzo Pariante ed Arcangelo Abete (anch'egli arrestato, insieme con Marino, nel corso del blitz della polizia del 25 novembre scorso), è considerato uno dei fondatori del clan degli scissionisti, definiti anche «Spagnoli» per la fuga in Spagna di Raffaele Amato, ex luogotenente di Paolo di Lauro, ritenuto il capo del gruppo.

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