l'inchiesta
«Anziani abbandonati nella Rsa Casa Caterina di Adelfia», perquisizioni della Finanza a Schettino e altri 6
L'imprenditore brindisino finito ai domiciliari oggi è ritenuto il gestore di fatto della residenza. La Procura di Bari ipotizza l'associazione per delinquere
Il meccanismo che ha portato al crac della società che gestiva le residenze per anziani di Miggiano e San Donaci potrebbe essere stato replicato anche per «Casa Caterina», la Rsa di Adelfia ritenuta riconducibile all’imprenditore Michele Schettino. Ecco perché mentre la Finanza di Lecce eseguiva l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico del 50enne brindisino e del suo braccio destro Giovanni Vurro, la Finanza di Gioia del Colle ha eseguito perquisizioni nei loro confronti e in quelli di altre cinque persone.
L’indagine del procuratore aggiunto Giuseppe Gatti e del pm Matteo Soave ipotizza l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ai maltrattamenti, al trasferimento fraudolento di valori e alla bancarotta fraudolenta in relazione alla gestione della struttura di Adelfia. L’inchiesta è nata lo scorso anno a seguito della denuncia del proprietario dell’immobile in cui è ospitata la Rsa, che è sotto sfratto ed ha visto la revoca delle autorizzazioni da parte della Asl.
Schettino, ritenuto gestore di fatto della Rsa di Adelfia, avrebbe messo in atto lo svuotamento della società e contemporaneamente avrebbe lasciato i 49 anziani ospiti senza assistenza e senza cibo. La scorsa settimana è dovuto intervenire il Comune di Adelfia, dopo che i gestori della società avevano abbandonato l’immobile e i dipendenti – non pagati – non si erano presentati al lavoro.