I controlli
Xylella, la verifica dei fondi non spesi: almeno 18 milioni. Potrebbero essercene di più
Paolicelli: «Da Evolio alla Germania, proiettiamo la Puglia nel mondo»
I due volti dell’agricoltura pugliese. Da un lato la qualità del prodotto regionale che si impone nelle fiere, da Evolio Expo di Bari fino alla Fruit Logistica di Berlino, dall’altro i problemi che attanagliano il comparto. Spesso, però, le due dimensioni si incrociano e si legano. In particolare Evolio 2026, la fiera dell’extravergine svoltasi alla Fiera del Levante di Bari e «battezzata» dal sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio La Pietra, ha offerto l’occasione per confronti serrati a livello produttivo e istituzionale. Si è discusso, in particolare, oltre che del nuovo Piano nazionale olivicolo, anche del precedente «Piano straordinario per la rigenerazione della Puglia» (decreto 2484 del 2020) con 300 milioni di euro messi sul tavolo. L’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, ha avviato una ricognizione su quei fondi. Si parte dalla cifra generale, 300 milioni, da cui vanno stornati i 63 in capo al Ministero dell’Agricoltura. Ne rimangono 237. Di questi, come conferma l’assessore, «risultano impegnati (ma impegnati non vuol dire già spesi, ndr 218 milioni».
Una semplice sottrazione dovrebbe individuare una tesoretto di 18 milioni. Una cifra da confermare ma che potrebbe risultare preziosa alla luce delle criticità del momento. Il decreto si sviluppa per articoli, ognuno dei quali ha avuto il suo stanziamento. Tranne uno, il quarto, proprio quello che disciplina la rimozione di piante disseccate per Xylella. Uno strumento ideale ma vuoto. «Adesso - conferma Paolicelli - si tratta di avviare una interlocuzione con il ministero per poter riutilizzare quei soldi. Un passaggio non automatico e non discrezionale. L’articolo 4 è prezioso per ripulire il territorio in questo momento storico. Non bisogna inventare nulla ma solo utilizzarlo». Magari coinvolgendo anche privati e Comuni in operazioni che, poi, tecnicamente si rivelano spesso non semplici. Accanto a questo c’è poi un’altra priorità che i fondi potrebbero contribuire a tamponare, cioè la questione dei consorzi di bonifica con riferimento al tributo 630. Due priorità, dunque, che 18 milioni, però, non soddisfano. «Ma la nostra ricognizione va avanti - prosegue Paolicelli - e riguarda sia fondi nazionali che regionali». Il punto è avere esatta contezza di ciò che è stato fatto e di ciò che non è stato fatto, anche da parte di chi ha ricevuto ingenti somme dal ministero. Un monitoraggio a 360 gradi, insomma, che coinvolge anche i 90 milioni del Psr regionale da sommare ai 300 disposti dal decreto e ad altre risorse arrivare da Roma, magari a vantaggio di società consortili: il totale fa quasi mezzo miliardo. I fari sono accesi.
Nel frattempo, altro genere di numeri è quello che arriva dalle fiere. Evolio, in particolare, ha registrato la presenza di 6.720 visitatori con 700 incontri «business to business» tra i 150 espositori presenti e i 50 buyer internazionali presenti con un incremento del 127% sulla precedente edizione. «Un bilancio più che positivo - commenta Paolicelli - che qualifica Evolio come vetrina di primo piano. Allo stesso modo la Fruit Logistica in Germania con una presenza importante della stessa Regione Puglia: un padiglione più aperto e un livello più qualificato di eventi, a cominciare dai cooking show, ha permesso una migliore performance». Resta da capire quali siano i punti di forza e quelli di debolezza nella proiezione della Puglia sui mercati globali: «La forza - conclude Paolicelli - sta nella qualità dei nostri prodotti e del nostro cibo. La debolezza è nell’innovazione, certamente da incrementare, e nella scarsa capacità di aggregazione. Alla Fruit attraction di Madrid, prossima tappa, se ci riusciremo, vorrei che nello stesso padiglione pugliese ci fossero sia i top player che gli emergenti. La Puglia al completo».