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In Puglia e Basilicata

tragedia

Investito da un autobus mentre attraversava sulle strisce pedonali, muore 87enne a Bari. È il terzo nel giro di una settimana

Bari, scoppia il pasticcio del 118

Questa mattina, intorno alle 9, l'uomo è stato preso in pieno su via Ennio, ad angolo con l'estramurale Capruzzi

11 Agosto 2022

Redazione online

BARI - Investito da un autobus mentre attraversava sulle strisce pedonali. Un uomo di 87 anni è morto questa mattina a Bari, subito dopo il suo arrivo al Policlinico, per le gravi ferite riportate nell'incidente. L'impatto fatale è avvenuto intorno alle ore 9, su via Ennio, ad angolo con l'estramurale Capruzzi. Dai primi rilievi, sembrerebbe che l'uomo stesse attraversando la strada quando è stato travolto dal bus che stava percorrendo la curva. Sul posto sono subito giunti i sanitari del 118, ma nonostante la corsa verso l'ospedale, l'87enne non ce l'ha fatta. L’autista del bus, sotto choc, è stato portato all’ospedale Mater Dei. Le indagini sull'accaduto spettano agli agenti della Polizia locale di Bari, che nel frattempo hanno chiuso al traffico via Ennio, per gli accertamenti del caso.

Sarà accertata attraverso i rilievi sul bus, posto sotto sequestro, quelli in strada sul luogo dell’incidente, le testimonianze di eventuali testimoni e immagini delle telecamere la dinamica dell’investimento mortale che questa mattina, in una zona centrale di Bari, ha causato il decesso del pedone 87enne. L’anziano è stato travolto da un bus, che in quel momento non era in servizio, mentre attraversava la strada subito dopo una curva. L’indagine della Polizia locale è coordinata dal pm di turno Alessandro Donato Pesce, il quale nelle prossime ore aprirà formalmente un fascicolo per omicidio colposo e valuterà - all’esito dei primi accertamenti - se disporre l’autopsia e ulteriori verifiche tecniche.

LE PAROLE DEL COMANDANTE PALUMBO DELLA POLIZIA LOCALE DI BARI

«Gli incidenti stradali con esiti mortali che stanno interessando in queste ultime settimane le nostre strade - non solo la città metropolitana ma tutta la regione e la nazione - devono spingerci a qualche riflessione», così commenta il comandante Michele Palumbo della Polizia di Bari dopo la tragedia di questa mattina. «Seppure è oggettivamente dimostrato che le cause in genere possano essere ricercate sia nello stato generale dei luoghi (manutenzione delle strade e delle infrastrutture stradali), condizioni del veicolo, situazione psicofisica e comportamentale del conducente, con maggiore ricorrenza statistica può sicuramente attestarsi che prevalentemente tra le cause spesso è il comportamento dell'uomo quale utente della strada a provocare l'evento. Mancato uso delle cinture di sicurezza, uso del cellulare alla guida, velocità non commisurata alla situazione ambientale, distrazione alla guida e violazione delle norme di comportamento sono sempre più spesso concause degli eventi tragici che interessano le nostre strade. Allora, oltre alla continua attenzione che tutti (istruzioni, agenzie sociali e utenti) devono avere per la promozione della sicurezza stradale, serve una vera e propria presa di coscienza da parte di ciascuno».

«Il rispetto delle regole e del codice della strada non deve essere solo una conseguenza del timore - sottolinea - per la sanzione prevista dalla Legge, ma deve diventare una intima consapevolezza del nostro ordinario vivere in socialità. Il mio menefreghismo delle regole non deve diventare nella circolazione stradale causa di lutti, tragedie o infortuni che coinvolgano noi o terze persone. Il costo sociale per la Nazione e il segno indelebile che lasciano questi tragici eventi nelle persone e nelle famiglie, non è più sopportabile. Non giriamo la testa quando qualcuno viola le regole del codice della strada, non abbiamo milioni di agenti che controllino tutte le strade e tutti coloro che si mettano alla guida.
Aiutiamo gli educatori ad educare, perché l'azione quotidiana di scendere sulla strada a piedi o alla guida di qualsiasi veicolo, non deve rappresentare una sfida verso l'ignoto - se e quando raggiungeremo la meta del nostro percorso o del nostro viaggio - ma sia invece vissuta con serenità e con la giusta attenzione».

IL CORDOGLIO DEL SINDACO DECARO

«Il bollettino delle morti per strada oggi si è allungato con il nome di un’altra vittima, investita da un autobus mentre attraversava la strada. Oggi tutti siamo chiamati al cordoglio per il dolore che la sua famiglia sta vivendo in queste ore, ma presto questo sentimento lascerà il posto alla paura e alla rabbia. Perché non si può morire mentre si attraversa la strada. Non si può morire per colpa di un messaggino sul cellulare, di un bicchiere di troppo o di qualche minuto di ritardo che ci fa spingere il piede sull'acceleratore». Lo scrive su Facebook il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, in merito alla morte di un 87enne investito da un autobus oggi a Bari.

«Oggi - prosegue - siamo tutti giudici dei comportamenti altrui. Davanti all’ennesimo episodio tragico chiediamo giustizia e più controlli. È giusto. Vorrei anche io come tutti voi più giustizia e più controlli». «Ma - sottolinea - non ci potrà mai essere un agente delle forze dell’ordine ad ogni angolo della città, né nessuna pena potrà restituire le vittime alle loro famiglie. Noi però abbiamo il dovere di agire per fare in modo che la situazione cambi».

Elencando poi una serie di iniziative che continuerà a mettere in campo il Comune per la sicurezza nelle strade, il sindaco sottolinea che non è però possibile «essere in ogni automobile che circola in città, per ricordare che distogliere lo sguardo dalla strada per soli 2 secondi anche a 50 km/h significa percorrere 28 metri 'alla ciecà. Così come non è possibile «impedire agli automobilisti di accelerare in prossimità delle strisce pedonali o con il semaforo giallo». Il suo, conclude Decaro, non è un atto di accusa contro automobilisti e motociclisti, ma contro «chi non pensa che la sua distrazione può valere una vita umana».

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