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In Puglia e Basilicata

Il caso

Quei magistrati senza la toga che risolvono un caso su due

toga

Sono pagati a cottimo e la riforma approvata prevede di assumerli come «funzionari». Giudici pace, Got, Vpo: in Puglia gli «onorari» sono circa 500

23 Febbraio 2022

Nicola Pepe

In Italia sono circa 6mila, in Puglia poco meno di 500. Sulla carta di chiamano «magistrati onorari» ma questa denominazione in realtà rappresenta un vero e proprio marchio a ombrello che racchiude una serie di sigle e funzioni: giudici di pace, Vpo, Got, giudice ausiliario di Corte di appello, esperto di sorveglianza, componente privato Tribunale per i minorenni.

Lo Stato, con una dozzina di righe nella Finanziaria diventata legge il 30 dicembre scorso, pensa di aver messo una pietra sopra a una vicenda che si trascina da decenni e che coinvolge migliaia di professionisti ogni giorno con la testa infilata nei fascicoli processuali, senza tutele previdenziali e assistenziali (pensione, ferie, malattia, ecc.) e pagati... a cottimo.
Il loro lavoro spesso passa inosservato, sono diventati una struttura parallela nel sistema giustizia, eppure gran parte dello smaltimento del fardello di procedimenti giudiziari si deve soprattutto a loro, magistrati c.d. «non togati» e disseminati in centinaia di uffici giudiziari che vanno dai grandi centri urbani fino a piccoli presidi di periferia.

Spesso sono confusi genericamente con il termine giudice di pace, la cui istituzione risale agli inizi degli anni Novanta (1991) ma che rappresenta solo una parte (anche se consistente) della magistratura onoraria, unitamente Got e ai Vpo. Tranne questi ultimi, la cui attività è quella di affiancare la magistratura requirente, i giudici di pace e i Got (giudice ordinario di tribunale) assorbono a vario titolo il 40% del contenzioso civile e circa il 50% di quello penale.

Nella relazione di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte di appello di Bari, è emersa una grande scopertura dei posti in organico dei giudici di pace pari al 62% (di 141 in pianta organica, ne mancano all'appello 87), mentre per Vpo e Got lo scoperto è pari al 22%. Sul ruolo dei giudici ausiliari in Corte di appello, il presidente della Corte di appello di Bari ha sottolineato come «si sono perfettamente inseriti nel contesto delle sezioni, dimostrandosi di grande supporto alla copiosa attività delle sezioni civili e della sezione lavoro».

Tale attività, anche se compatibile con altre, in realtà per la stragrande maggioranza della magistratura onoraria, ha rappresentato (e lo è tutt'ora) l'unica fonte di reddito, non coperti da previdenza o malattia o ferie. I magistrati onorari, è bene chiarire, non sono (per ora) dipendenti ma sono pagati a cottimo (dai 60 ai 100 euro lordi per ogni sentenza o udienza) e dopo i richiami dell'Europa e le sentenza della Corte di Giustizia – anche su sollecitazione di azioni giudiziarie partite proprio dalla Puglia – si va verso una loro stabilizzazione.

Un pezzo della Finanziaria del 2022 è stata riservata proprio alla magistratura onoraria che ha riscritto un intero articolo della riforma orlando del 2017. Tra le novità più importanti della mini riforma vi è l'innalzamento a 70 anni (dagli attuali 68) quello della permanenza in servizio con possibilità di accedere a una valutazione confermativa in rapporto all'anzianità di servizio e candidarsi così per una sorta di “posto fisso” a circa 2mila euro al mese quale prestazioni esclusiva raffrontata a quella di un funzionario. In caso di non esclusiva, lo «stipendio» dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.500 euro al mese.

Una riforma della riforma che ha suscitato una levata di scudi da parte dei magistrati onorari, alcuni dei quali hanno avviato da tempo giudizi dinanzi ai Tar per il riconoscimento dello status di magistrato ordinario, notizia che ha scatenato un fuoco di fila della magistratura togata schierando l'Avvocatura dello Stato in un braccio di ferro nelle aule di giustizia.

Lo Stato, nel frattempo, intende chiudere il conto. E ha messo i magistrati onorari di fronte a un bivio: chi vorrò potrà rimanere in servizio secondo le nuove regole di ingaggio: dovrà superare una (nuova) valutazione e, in caso positivo, decidere se accettare il rapporto «in esclusiva» in cambio di uno «stipendio» parametrato a quello di un funzionario; oppure se svolgere altre attività con un netto decurtato. Chi non farà domanda o non supererà la nuova valutazione, riceverà una buonuscita massima di 50mila euro (in rapporto agli anni «lavorati») e la rinuncia a ogni risarcimento. Per le rappresentanza dei magistrati onorari è un vero e proprio ricatto. Inaccettabile.

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