Martedì 28 Settembre 2021 | 07:37

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

La denuncia

Bari, i pronto soccorso al collasso: «118 fronteggia situazione devastante»

A parlare è Nicola Gaballo, referente 118 Fimmg Puglia: «Manca un protocollo per i trasferimenti»

Covid, a Bari in tilt il 118: 2400 chiamate la giorno. «Ambulanze ferme per ore davanti agli ospedali»

BARI - «I Pronto Soccorso a Bari sono al collasso e il 118 ormai fronteggia una situazione devastante», è la denuncia di Nicola Gaballo, Referente 118 Fimmg Puglia. 

«In un mondo ordinato, anche in tempi di emergenza, il 118 dovrebbe portare i pazienti in Pronto Soccorso per procedere all’accettazione e all’immediata liberazione dell’ambulanza per un nuovo intervento. In caso di mancanza di posti letto, come purtroppo sta avvenendo nei 3 ospedali di Bari, il nosocomio dovrebbe provvedere allo smistamento dei pazienti verso altre strutture regionali che hanno posti letto liberi. Purtroppo, a Bari questo non sta accadendo: l’ambulanza arriva al pronto soccorso e, in mancanza di posti letto, attende che si liberi un posto»

«Il paziente rimane sulla barella dell’ambulanza. Se gli va bene viene ricoverato sulla barella del 118, che diventa un letto aggiuntivo di fortuna, in attesa che se ne liberi uno vero - continua Gaballo - Alcune ambulanze sono rimaste ferme anche 48 ore, senza poter rispondere alle tante richieste di intervento che arrivano, non solo di pazienti Covid. Tre giorni fa un’auto medica nel barese ha dovuto aspettare l’ambulanza per oltre 1 ora per un paziente con infarto in atto. Mentre ci sono pazienti positivi al Covid e con insufficienza respiratoria che dopo 10 ore di attesa sulla barella dell’ambulanza fuori dal pronto soccorso chiedono di essere riportati a casa e rinunciano al ricovero».

«A un anno di distanza dall’inizio della pandemia, la situazione è esattamente com’era a marzo del 2020, dal punto di vista organizzativo. Salvo che ora l’epidemia ci ha investito come un treno, i numeri fanno paura e la carenza di organizzazione si traduce in vite umane perse. - spiega Gaballo.

“A oggi manca un protocollo che definisca il trasferimento dei pazienti, in «modo da liberare velocemente il 118 e consentirgli di prestare assistenza sul territorio. Mi aspetto che Asl e strutture ospedaliere dicano chiaramente quali sono le difficoltà e se hanno bisogno di supporto per i trasferimenti, in modo da trovare una soluzione insieme».

«Certamente, la soluzione non può essere quella adottata dall’ospedale San Paolo - conclude Gaballo - che ha chiuso il pronto soccorso. Ci sono pazienti che non possono essere curati a casa e che necessitano di ricovero».

LA REPLICA DI ANELLI -  «Le preoccupazioni dei colleghi della medicina generale sono legittime e non possono più essere ignorate». Commenta così Filippo Anelli, Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, la lettera con cui un centinaio di medici di famiglia baresi ha posto all’attenzione dell’opinione pubblica il carico burocratico che grava sulla loro attività quotidiana in tempi di Covid e che impedisce loro di poter offrire ai pazienti un’adeguata assistenza.
«È una situazione che sembra uscita dal teatro dell’assurdo, se non fosse che qui c'è la vita delle persone in gioco» - spiega Anelli - L’aspetto più incredibile è il balletto sui tamponi in cui il medico di famiglia è costretto a giocare a rimpiattino con il Dipartimento di prevenzione, in un giro vorticoso di mail, per riuscire a prenotare un test per i propri assistiti. Dato che i medici di famiglia operano già sulla piattaforma GIAVA - evidenzia Anelli - non sarebbe più semplice se potessero prenotare direttamente i tamponi sulla piattaforma avendo accesso al calendario, invece di ricevere continue mail di mancata disponibilità e dover ripartire dal via con una nuova richiesta?».
«Rispetto ai tamponi, oltre al problema organizzativo - aggiunge - esiste anche un problema di capacità, per superare il quale dovremmo dare la possibilità di prenotare in via del tutto eccezionale anche presso i centri di analisi privati. Altrimenti, nell’attesa della conferma di positività rischiamo che i cittadini non si attengano all’isolamento». " Un altro fronte in cui le carenze organizzative si fanno sentire - prosegue - è quello dei vaccini: a Bari ancora oggi non tutti i medici sono stati vaccinati. Inoltre, la cattiva organizzazione si traduce in un aggravio di lavoro per il medico di famiglia in attesa di un appuntamento che non arriva, i pazienti si rivolgono ovviamente al proprio medico». 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie