A Roma
Operai del siderurgico in marcia per il clima: «Taranto senza Ilva»
«Taranto senza Ilva» è lo striscione srotolato da alcune decine di cittadini di Taranto, tra cui rappresentanti di associazioni e movimenti, operai ed ex lavoratori del Siderurgico, che stanno partecipando alla mobilitazione contro le grandi opere
TARANTO - «Taranto senza Ilva»: è lo striscione srotolato da alcune decine di cittadini di Taranto, tra cui rappresentanti di associazioni e movimenti, operai ed ex lavoratori del Siderurgico, che stanno partecipando alla Marcia per il clima e contro le grandi opere che si sta svolgendo a Roma. Stanno intonando slogan contro il governo e i cinque parlamentari tarantini del Movimento Cinque Stelle, che definiscono «traditori» per aver disatteso le promesse elettorali di chiusura dell’Ilva.
«Un saluto - urla dal megafono uno dei portavoce dei manifestanti.- a questi parlamentari che a Roma si staranno divertendo. Dove stanno? Traditori di questa terra. Dove siete? A portare la posta di Salvini o Giggino Di Maio? Non c'è più spazio in questa terra per voi». Ma non mancano anche accuse ai governi precedenti e all’ex «presidente del consiglio Renzi perchè - hanno precisato - Taranto non dimentica».
«Noi siamo l’esempio di una grande opera inutile e ne subiamo ogni giorno da anni le conseguenze - spiega Raffaele, operaio all’Ilva - Siamo sotto ricatto occupazionale ma siamo in tanti a lavorare all’Ilva e a chiedere che venga chiusa. Non si può morire di tumore e le istituzioni hanno il dovere di salvaguardare la salute dei cittadini».
Durante il corteo tutti i manifestanti hanno intonato ripetutamente il grido 'Taranto libera!'.