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Amministrative

Ex sindaco Lecce Perrone: «Le primarie? Andrebbero fatte sempre»

L'intervista al politico di Fratelli D'Italia: «Così si allarga l’alleanza e si galvanizzano tutti»

Il sindaco di Lecce Perrone  è il più amato d'ItaliaAlto il consenso per Decaro

«Le primarie? Sono uno strumento di selezione che permette di scegliere il migliore da schierare e consente al nostro elettorato di sentirsi importante nella scelta del candidato. Spesso succede che gli elettori siano coinvolti solo per appoggiare i potenti che hanno amici nei partiti…». Paolo Perrone, ex sindaco di Lecce per il centrodestra, ora di Fratelli d’Italia, considera le consultazioni con i gazebo un viatico per rimettere in moto il centrodestra nelle realtà dove non si riescono a superare le divisioni.

(A Lecce, nel 2012, da sindaco uscente, Perrone dovette su spinta degli alleati e di compagni di partito sottoporsi alla verifica delle primarie e il risultato su rilevante sul piano numerico - furono più che doppiati i numeri dei gazebo del centrosinistra - e esaltante sul piano elettorale, perché spianò la strada per un conferma plebiscitaria).

Primarie sì, o primarie no?

«Sono ovviamente favorevole, anche perché questo meccanismo permette di includere nell’alleanza liste civiche che potrebbero sentirsi esclusi dalla negoziazione sui tavoli dei partiti maggiori».

Nel 2012 nel capoluogo salentino furono organizzate con successo. Come è possibile ricostruire quella esperienza?

«Ero convinto che, dopo aver governato dignitosamente, meritassi di mettere al vaglio dei miei concittadini il mio operato. Una frangia della mia colazione e del mio partito mi obbligò a fare questa consultazione: molti di loro erano convinti che rischiassi di perdere, mentre in realtà giravo per la città e mi rendevo conto di avere un diffuso consenso».

Quanti cittadini parteciparono?

«Ci fu una grande mobilitazione, che non avvenne pro Perrone. Votammo il 26 febbraio 2012. Nei seggi andarono 17mila elettori, mentre il centrosinistra ne aveva portati solo 7mila. Arrivammo così al voto rodati e galvanizzati, perché la campagna elettorale era partita in anticipo. Tutto fu in discesa».

Chi è contro le primarie, come Forza Italia, sostiene che non abbiano regole codificate.

«Quella delle regole è la scusa di chi vuole sottrarsi alle primarie. Poi si può discutere se far votare i sedicenni o chi avrà 18 anni il giorno delle elezioni».

Il centrodestra è in alto mare nella scelta dei candidati sindaci per Bari e Foggia.

«Suggerisco di fare le primarie, anche se il sindaco uscente dovrebbe avere la possibilità di difendere “Il titolo”. Se le avessimo fatte a Lecce per le ultime comunali, non avremmo Carlo Salvemini sindaco. Per vincere non ci vuole un messia, ma un candidato credibile, che allarghi la coalizione attraverso le primarie».

Il suo partito, Fratelli d’Italia…

«Abbiamo la sfida del superamento del quorum alle Europee. E metteremo in campo nomi che siano in grado di raccogliere i consensi necessari per eleggere i nostri parlamentari».

L’eurodeputato Raffaele Fitto potrebbe correre sotto le insegne della Fiamma?

«Del tema se ne occuperà Giorgia Meloni. Non porrò certo veti, ammesso che abbia la forza dare indicazioni…».

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