Anonima gr
All'AncheCinema di Bari tornano Marmone e Schiavarelli
Da stasera a martedì va in scenala commedia «Due in una mutanda»
Una commedia satirica che affronta con ironia e profondità temi complessi e delicati come l’identità, la dipendenza affettiva e il bisogno di autodeterminazione. È Due in una mutanda, spettacolo dell’Anonima GR scritto, diretto e interpretato da Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli, affiancati in scena da Brando Rossi, Azzurra Martino, Antonello D’Onofrio e Gennaro Santoro, per la regia di Dante Marmone.
La commedia torna in scena, dopo il successo al teatro Piccinni, nuovamente al teatro Anchecinema di Bari per quattro nuovi appuntamenti: stasera e sabato 3 alle 20.30, domenica 4 e martedì 6 alle 19 (corso Italia 112, info: 328.254.96.69). Nel teatro il corpo non è mai un semplice veicolo dell’azione, ma diventa linguaggio e destino. Mettere in scena due gemelli siamesi significa confrontarsi con un paradosso radicale: due soggettività costrette a esprimersi attraverso un unico organismo. L’attore, privato dell’autonomia gestuale, è chiamato a un esercizio estremo di disciplina e ascolto, dove il movimento nasce dalla sincronizzazione e dalla co-dipendenza. Il risultato non è solo verosimiglianza fisica, ma la creazione di una suggestione profonda, insieme corporea e psichica. Biagio e Ketty, gemelli siamesi avanti con gli anni, vivono in un microcosmo fatto di abitudini rassicuranti e soffocanti: rituali televisivi, hobby eccentrici, farmaci, orari rigidamente scanditi. È una routine che protegge ma imprigiona, in cui il conflitto non esplode mai apertamente ma si deposita in una continua recriminazione.
L’insofferenza reciproca convive con l’impossibilità della separazione, mentre il destino viene invocato come responsabile di una vita mai davvero autonoma. Sotto la scorza dell’abitudine, però, resiste il desiderio. Biagio e Ketty aspirano a una normalità intesa come singolarità, come possibilità di essere «uno» e non eternamente «due-in-uno». Il loro legame, che va oltre l’amore fraterno, è una simbiosi costruita nel tempo: due identità modellate a vicenda, inseparabili anche sul piano emotivo.
Il desiderio amoroso trova nei social uno spazio virtuale in cui il corpo può essere sospeso, ma il passaggio alla realtà introduce la paura del rifiuto e dello sguardo giudicante. Ne nascono stratagemmi grotteschi e l’ingresso di figure caricaturali e inquietanti - come il chirurgo senza scrupoli o il trafficante di organi - simboli di una società che mercifica il corpo. Tra illusioni e truffe, la vicenda conduce a un finale inatteso che ribalta le attese e sorprende lo spettatore.