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Magaletti, il manager e avvocato barese dei big: «A Sanremo il voto è da cambiare, più spazio agli artisti urban»

L’avvocato di origini baresi ha curato e segue, a seconda dei casi come manager o da un punto di vista legale, tantissimi artisti italiani, da Geolier e Fedez: «Meno potere alla stampa»

«Meno potere alla stampa, visto il peso del voto nell’arco di tutto il festival, e migliore distribuzione dei big tra le serate in modo da non falsare la gara: solo così si potrà dare maggiore spazio a generi musicali più vicini ai giovani come urban e rap». Lo spartito è dell’avvocato Cristiano Magaletti, 54 anni, avvocato barese che da anni vive a Milano dove è diventato un apprezzato e conosciuto manager musicale. Da Geolier a Luchè; da The Kolors ad Achille Lauro; da Fedez a J-Ax e Al Bano (quest’ultimo assistito nel caso della black-list contro il governo ucraino), ha curato e segue, a seconda dei casi come manager o da un punto di vista legale, tantissimi artisti italiani. Una voce fuori dal coro, la sua. «Sono da sempre a favore degli artisti e contro la discografia e i regolamento di Sanremo penalizzante per certi cantanti». Nel mirino di Magaletti, studente al Di Cagno Abbrescia, laureato in Giurisprudenza a Bari, avvocato dal 2000 e da anni ormai milanese di adozione («ma sempre senza rinnegare la mia baresità di cui vado fiero», precisa), c’è il metodo di votazione: «Bisogna avere il coraggio di dire la verità, così non funziona. Assurdo, ad esempio, escludere il televoto alla prima serata. Così c’è uno sbilanciamento eccessivo a favore della stampa, anagraficamente non sempre giovane. Ciò comporta il fatto di prediligere esibizioni pop a scapito di altri generi musicali che i giovani ascoltano su Spotify. Sanremo non può svecchiare se artisti urban vengono stritolati dallo strapotere dei Big».

Numerose, secondo Magaletti, le note stonate: «Non si capisce ancora come vengono selezionati gli artisti alla seconda e terza serata, occorre a mio avviso introdurre un sorteggio», sostantivo quanto mai di attualità, visto il referendum costituzionale sulla giustizia ormai alle porte… E indica una traccia: «Mahmood che, dopo avere trionfato a Sanremo giovani si è ripetuto tra i big con tanta fatica, ha dimostrando quale dovrebbe essere a mio avviso la linea da seguire. Il Festival dev’essere una vetrina per i giovani, ma troppo spesso mancano critiche musicali che contribuiscono a farli crescere».

Quanto al pronostico, escludendo i suoi assistiti in gara, sia per ragioni di scaramanzia, sia di… Galateo, ecco il podio secondo Magaletti che, in questi giorni, ovviamente è a Sanremo: «Primo posto per Fedez e Marco Masini; seconda Serena Brancale: terzo Tommaso Paradiso». A proposito di Brancale. «Da barese come lei faccio il tifo per Serena, anche se a mio avviso ha sbagliato la comunicazione quando ha detto che le sarebbe piaciuto rinascere napoletana. Ha diviso anziché unire due grandi città del Sud». Bari e Napoli, dal palco dell’Ariston al rettangolo di gioco lungo l’asse De Laurentiis, il passo… è breve. «Non ero un semplice tifoso, ma un ultras del Bari, sono cose diverse - spiega Magaletti - Spero davvero che la piaga multiproprietà finisca quanto prima, i Dela non meritano una piazza straordinaria come la nostra». Musica, maestro.

Giovanni Longo

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