il caso
Lucera, denuncia 12 volte per stalking un condomino (con tanto di testimoni) ma viene accusata di calunnia
L'uomo, un 69enne con disabilità, era stato sottoposto al divieto di avvicinamento e aveva dovuto lasciare la propria abitazione. La donna aveva denunciato anche un tentativo di investimento, ma per la gip «non è mai avvenuto»
Aveva presentato 12 denunce per stalking, con tanto di testimonianze di altri condomini, nei confronti di un 69enne invalido che abita nel suo palazzo, tanto che l’uomo lo scorso 2 aprile era stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa e aveva dovuto lasciare la propria abitazione. Le accuse nei suoi confronti, però, sono cadute e la donna è stata denunciata per calunnia. La misura infatti è stata revocata ieri. E’ accaduto a Lucera, in provincia di Foggia. L’uomo era stato accusato di atti persecutori aggravati e interferenze illecite nella vita privata. Secondo la Procura di Foggia avrebbe molestato e minacciato la condomina tanto da «cagionarle un perdurante stato di ansia e di paura, un fondato timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia inducendola a modificare le sue abitudini di vita».
L’avvocato Pierpaolo Fischetti, che ha difeso il 69enne, spiega che «dall’interrogatorio di garanzia svoltosi a seguito della misura applicata il quadro che emerge è l’opposto e gli addebiti mossi si rivelano un boomerang per i vari testimoni».
La donna aveva denunciato molestie anche mediante l’uso di riprese con cui il 69enne si sarebbe procurato immagini della sua vita privata. In un’altra occasione la vittima sarebbe stata oggetto di un tentativo di investimento. Anche altri condomini avrebbero riferito agli inquirenti di comportamenti analoghi dell’indagato. Nel disporre la revoca della misura cautelare, la gip Odette Eronia evidenzia che il tentativo di investimento, come emerge dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza, «non è mai avvenuto» e questo «non consente più di ritenere solido il quadro indiziario a carico dell’indagato» e "l'attendibilità» della persona che ha denunciato «appare significativamente inficiata». Anche gli altri condomini «non appaiono terzi disinteressati» e comunque «non hanno riferito di episodi violenti avvenuti in loro presenza».
«Nel poco tempo concesso per preparare la difesa da esporre al giudice, con estrema complessità - sottolinea Fischetti - si è riusciti a dimostrare il forte, facinoroso, rancore nutrito da alcuni condomini nei riguardi del mio patrocinato e l’intento infamante della sedicente vittima, denunciata nel frattempo anche per calunnia».