Il caso

Lite tra migranti nel ghetto di San Severo: giovane del Gambia ucciso a colpi di martello. Bloccato il presunto assassino

La vittima, circa 20 anni, è rimasta gravemente ferita durante una lite in contrada Sant’Elia; indagini dei Carabinieri e della Polizia in corso

Un giovane migrante del Gambia è stato ucciso questo pomeriggio al termine di un violento litigio nel 'ghetto' l’Arena, alla periferia di San Severo, in provincia di Foggia. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata colpita con un martello da un altro ospite della struttura. Le ferite si sono rivelate mortali. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, insieme alle forze dell’ordine che hanno avviato indagini.

BLOCCATO IL PRESUNTO ASSASSINO

È stato bloccato dalla Polizia il presunto assassino del giovane migrante gambiano ucciso questa sera nel ghetto l’Arena di San Severo, nel Foggiano, che ospita una trentina di cittadini stranieri. La vittima, uccisa a colpi di martello, è stata trovata in una delle stanze della struttura. Alla base del delitto, a quanto si apprende, ci sarebbe una lite. Il martello è stato sequestrato. Sia la vittima sia il presunto autore sarebbero cittadini regolari sul territorio italiano ed entrambi erano impiegati come braccianti nelle campagne della zona.

LA REAZIONE DELLA SINDACA DI SAN SEVERO

«La morte del giovane ospite della struttura 'L'Arena', in contrada Sant'Elia, che accoglie lavoratori stagionali impegnati nelle campagne del nostro territorio, ci lascia sgomenti e profondamente rattristati». Lo ha detto la sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, parlando dell’omicidio del giovane cittadino gambiano ucciso a martellate durante una lite con un altro cittadino straniero. «In momenti come questi il pensiero va innanzitutto ai genitori di questo ragazzo, ai suoi familiari e ai suoi affetti, travolti da un dolore immenso. Davanti a tragedie come questa le parole sembrano sempre insufficienti - continua la sindaca -. Eventi di tale gravità non dovrebbero mai verificarsi, soprattutto in un Paese civile e accogliente come l’Italia, dove il rispetto della vita e della dignità delle persone deve rappresentare un valore irrinunciabile».
«Come Amministrazione comunale - afferma - siamo già intervenuti nei mesi scorsi, anche grazie a un finanziamento della Regione Puglia, per migliorare i servizi e le condizioni della struttura che ospita i lavoratori stagionali. Tuttavia, quanto accaduto, dimostra con evidenza che è necessario fare ancora di più. Per questo motivo attiveremo immediatamente tutte le interlocuzioni istituzionali con il Prefetto, il Governo nazionale e la Regione Puglia, affinché vengano messe in campo azioni concrete e coordinate che possano garantire maggiore sicurezza, contrasto alla clandestinità e a numerosi reati già sanzionati dalle forze dell’ordine locali».

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