criminalità
Introducevano telefonini e droga nelle carceri: indagati 3 foggiani
Sarà adesso la Dda di Roma a indagare su 4 giovani tra cui tre foggiani, arrestati ai primi di febbraio a Olbia in Sardegna dalla Guardia di Finanza
Un servizio di delivery. Droga? Telefonini? Caricabatteria? Sim card? Ordini e la consegna via area, mai superiore al peso di 9 etti perché è il carico massimo sopportabile dal drone, è assicurata. O quasi. Il problema? E’ illegale… Sarà adesso la Dda di Roma a indagare su 4 giovani tra cui tre foggiani, arrestati ai primi di febbraio a Olbia in Sardegna dalla Guardia di Finanza. Sono indagati per associazione per delinquere, spaccio di droga, tentata introduzione nel carcere di Nuchis in Gallura di microtelefonini e droga, e di una doppia consegna (una andata in porto, l’altra fallita) sempre dello stesso genere nel penitenziario di Civitavecchia. Gli indagati sono Luigi Tonti, 30 anni, di Foggia, difeso dagli avv. Claudio Caira e Antonio La Torre; Marco D’Avolio, 21 anni, del capoluogo dauno, difeso dall’avv. Pietro Cherchi; Mirko Forcelli, 23 anni, San Giovanni Rotondo, assistito dall’avv. Ettore Censano; Vanessa Spadaro, trentenne di Messina, difesa dall’avv. Francesca Giuffrè.
Il gip Federica Maria Distefano del Tribunale di Tempo Pausania ha convalidato l’arresto della donna per associazione per delinquere e droga; e quello dei tre uomini per droga, ritenendo invece insufficienti gli indizi per il reato associativo. Il giudice si è poi spogliato dell’inchiesta e ha trasmesso per competenza territoriale gli atti alla Dda di Roma essendo avvenute le consegne nel carcere di Civitavecchia. Sarà quindi ora la procura distrettuale capitolina a indagare su un presunto traffico di sostanze stupefacenti destinate a detenuti in alcune carceri. Al momento l’accusa ipotizza che la banda, di cui farebbero parte altre persone mentre il ruolo dei tre foggiani sarebbe quello di manovrare il drone per le consegne, il 31 gennaio scorso abbia scaricato hashish e cellulare nel carcere di Civitavecchia, mentre un secondo pacco analogo destinato allo stesso penitenziario romano è stato rinvenuto e sequestrato; e che il primo febbraio dovessero essere consegnati sempre via area telefonini, hashish e marijuana nel carcere di Nuchis in Gallura.
Consegna quest’ultima saltata per l’intervento della Guardia di Finanza al porto di Olbia. Vanessa Spadaro è stata arrestata in flagranza il primo febbraio appena sbarcata in terra sarda col traghetto, perché nell’auto noleggiata sono stati rinvenuti 9 etti di hashish; 19 grammi di marijuana; 8 microtelefonini; 1 seghetto. L’accusa ipotizza che quel materiale dovesse essere consegnato nel carcere di Nuchis da un drone manovrato dai 3 presunti complici foggiani. Pure loro erano arrivati a Olbia col traghetto e nell’auto su cui viaggiavano, fermata e controllata poco prima dell’arresto della presunta complice, i finanzieri avevano trovato un drone. Inizialmente Tonti, D’Avolio e Forcelli erano stati identificati e rilasciati, per poi essere sottoposti a fermo qualche ora più tardi sempre nel porto di Olbia quando i finanzieri hanno sequestrato 3 pacchi con droga, telefonini e sim card. Negli interrogatori davanti al gip di Tempo Pausania i 4 indiziati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Il giudice nel disporre il carcere per tutti ha ritenuto sussistente il rischio di reiterazione del reato, ipotizzando che ci si trovi di fronte non a episodi isolati, ma a un modus operandi strutturato considerata la disponibilità di sostanza stupefacente. Con la trasmissione degli atti alla Dda di Roma competente a indagare sull’esistenza di un traffico di droga perché le presunte consegne sono effettuate nel carcere di Civitavecchia, l’indagine punta ora a confermare o smentire la pista investigativa: l’esistenza di un’associazione per delinquere finalizzata a consegnare droga e telefonini nelle carceri.