Il pubblico ministero della procura di Foggia, Claudia Pezone, ha incaricato un consulente di svolgere accertamenti non ripetibili in relazione all’incidente in cui la sera del 6 gennaio è morto il 25enne Simone Raucea, travolto mentre attraversava sulle strisce pedonali da un’auto il cui conducente si è fermato a prestare soccorso. A quanto si apprende, il pubblico ministero ha esteso l’accertamento, oltre che alla ricostruzione della dinamica, anche allo stato dei luoghi e alla eventuale responsabilità di terzi.
Al conferimento dell’incarico, all’ingegner Stefano Vitale, hanno partecipato l’avvocato Michele Vaira che assiste il conducente indagato per omicidio stradale; e l’avvocato Giuseppe Castriotta che assiste i familiari della vittima.
«Fino a questo momento si è ritenuto opportuno non intervenire pubblicamente sulla tragica vicenda che ha visto la perdita di un giovane amatissimo, conosciuto per la sua grande generosità - ha sottolineato Vaira -. Proprio per onorare questa immensa perdita, tuttavia, riteniamo che il modo migliore di rispettare la memoria del giovane sia accertare ogni e qualunque responsabilità, anche al fine di prevenire ulteriori drammi del genere nel pieno centro cittadino. La difesa dell’indagato ha immediatamente conferito incarico al proprio consulente di cristallizzare, a poche ore dall’evento, lo stato dei luoghi documentando le condizioni di illuminazione e visibilità della strada».
«Non può sfuggire - ha proseguito - che a distanza di pochi giorni dal sinistro l’illuminazione pubblica del tratto stradale interessato è stata drasticamente migliorata: circostanza, questa, che testimonia inequivocabilmente la sussistenza di un deficit preesistente. Tangibile anche la scarsa visibilità della segnaletica orizzontale e la presenza di stalli - sia bianchi che blu - a ridosso degli attraversamenti pedonali e degli incroci».
«Estendere l’accertamento tecnico all’incidenza delle condizioni dei luoghi non significa volersi sottrarre alle proprie responsabilità, che l’indagato, persona anziana di specchiata onestà, si assumerà fino in fondo - ha concluso - ma significa contribuire a elevare il livello di sicurezza delle nostre strade, affinché simili tragedie non debbano più ripetersi. Da questo punto di vista l’innovativo approccio della Procura non può che essere apprezzato».
















