editoriale

Per il bene della Puglia, da Decaro pretendiamo misure di concretezza

Onofrio Introna

La rotta è segnata, la mano sul timone è salda: nell'augurare buona navigazione al «comandante» Decaro, non possiamo non estendere anche alle opposizioni il «buon vento e mare calmo» rivolto all'Amministrazione e al presidente della Regione

Buon lavoro al presidente della Regione Antonio Decaro e buon insediamento all'intera Assemblea consiliare. Salutiamo l'avvio della nuova legislatura, augurando il meglio alla politica regionale, nell'interesse dei Pugliesi.

Per il neo governatore, le parole spese nella campagna elettorale rappresentano ora i punti di partenza del suo attuale operato e delle attività future. Comincia un periodo lungo cinque anni, che tutti auspichiamo possano svolgersi all'insegna della concretezza e delle realizzazioni. Ci sarà da sostenere la Puglia, guidare il suo sviluppo e sanare i ritardi accumulati nel corso degli anni, insieme alle altre regioni del Sud.

In effetti, una delle sue promesse è già diventata un provvedimento, già prima del giuramento in Aula consiliare. Mi riferisco alle liste d'attesa, nota dolente della sanità. Da qualche giorno le asl pugliesi stanno prendendo contatti con gli assistiti per anticipare gli esami, gli accertamenti e le visite fissati in precedenza, con appuntamenti protratti nei prossimi mesi. È partita la sperimentazione del «maxi piano» che regolarizzerà l'esecuzione delle prestazioni ambulatoriali nel pieno rispetto delle classi di priorità.

Il primo provvedimento firmato da Decaro risponde perciò all'impegno elettorale di prendersi cura della salute dei Pugliesi, abbattendo i tempi lunghi delle prenotazioni - problema comune delle regioni italiane, senza distinzione di colore delle maggioranze - agendo anche sull'appropriatezza delle prescrizioni e cercando quindi di ridurre esami e accertamenti superflui.

In materia di sanità, la legislatura è partita prima ancora dell'insediamento ufficiale del Consiglio regionale, ma se la campagna elettorale è finita e serve cambiare marcia, questo vale per tutti, Centrosinistra, Centrodestra, Campo Largo e/o liste Civiche, avversari politici, vincitori e sconfitti. I consiglieri regionali, che opereranno soprattutto nelle Commissioni in via d'insediamento a breve in via Gentile, devono dimenticare i veleni della competizione e cercare di favorire un clima di collaborazione, per un'azione il più possibile condivisa, tesa ad avviare a soluzione i problemi, colmare i ritardi e rispondere alle attese della Puglia. Che sono tante, alcune di grande evidenza: le questioni ambientali, la xylella, il problema irrisolto dell'Ilva, lo spettro della denatalità, la «fuga dei cervelli«, il nodo dei trasporti.

Tutti aspetti che abbiamo anticipato, ricordando da tempo che Decaro non ha la bacchetta magica, non può fare miracoli né risolvere i problemi con giochi di prestigio. Eppure, come abbiamo visto, è già diventato un atto ufficiale il suo impegno a migliorare il funzionamento della sanità, che non significa soltanto agire sulle liste di attesa, ma elevarla complessivamente, a tutela della salute dei Pugliesi.

La rotta è segnata, la mano sul timone è salda: nell'augurare buona navigazione al «comandante» Decaro, non possiamo non estendere anche alle opposizioni il «buon vento e mare calmo» rivolto all'Amministrazione e al presidente della Regione. I mesi e gli anni a venire dovranno vedere anche le forze del Centrodestra impegnarsi a sostenere le richieste verso il Governo nazionale, soprattutto sui temi più sensibili per tutti. I cittadini che accedono alla nostra sanità non sono soltanto di sinistra, hanno votato anche per la destra, guidati da Luigi Lobuono (e metà di loro nemmeno hanno affollato le urne), per questo dev'essere unanime, non può avere alcun colore politico, la richiesta legittima e urgente di assicurare alla Puglia finanziamenti adeguati alla sua popolazione.

Serve un riparto delle risorse sanitarie che non sia soltanto equo, ma tenga conto dei grandi e gravi ritardi, accumulati in tantissimi e pesanti anni di emarginazione e commissariamenti. Ci hanno sempre tenuti ancorati alla spesa storica, ma con quel criterio, basato sui costi sostenuti negli anni precedenti, non siamo mai cresciuti, non potevamo crescere, c'è stata anzi una decrescita.

Il problema dei trasporti poi, resta sempre quello: i collegamenti, che non sono veloci, s'interrompono ad ogni soffio di brezza, costringono i passeggeri da e per la Puglia a un'eterna minorità, quando non li lasciano letteralmente a terra.

Cominciano quindi cinque anni di lavoro e d'impegno al servizio della comunità pugliese, non solo per Decaro, anche per la maggioranza e per l'opposizione. Tra le priorità da affrontare da subito, una nuova, chiara e semplice legge elettorale, che si attenga nelle sei Province al rapporto seggi-popolazione residente. E poi, nel rispetto delle proprie linee e legittime strategie politiche, devono concorrere a creare le condizioni per risolvere i nodi storici che soffocano lo sviluppo della Puglia, a beneficio dei cittadini: la sanità, ripeto, l'Ilva, la denatalità, lo spopolamento dei centri urbani minori, le ragazze e i ragazzi che sono costretti a spendere all'estero il proprio valore.

Non possiamo e dobbiamo dividere i cittadini tra elettori di destra o di sinistra. Sono pugliesi, senza etichette e come tali hanno diritto di avere al loro civico servizio una classe politica e un Consiglio regionale capaci, responsabili e pronti a rispondere alle esigenze e a far crescere la comunità.

Il giorno dopo la seduta d'insediamento della XIII legislatura regionale, la Gazzetta del Mezzogiorno ha titolato: «Promesse e veleni». Trovo giusto chiedere ai neo consiglieri di maggioranza e opposizione, al governatore, alla Giunta, di «abbattere» non soltanto le liste di attesa, anche i veleni e di mantenere tutte le promesse. Cinque anni di concretezza e di conquiste sono auspicabili per tutti, non solo per qualcuno.

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