L'analisi
C’è chi viaggia e chi torna, ma che salasso raggiungere la Puglia
Il rientro a casa per Pasqua dei fuorisede da Milano Linate e Roma Fiumicino costa fino a 619 euro, secondo Assoutenti, più di un biglietto aereo per arrivare a New York
«Odi et amo», terra mia. Chissà a quanti pugliesi sparsi per l’Italia saranno risuonati nella testa i versi del carme catulliano, nei giorni prossimi alle festività pasquali. Tanto desiderata quanto a volte irraggiungibile, la Puglia, proprio come Lesbia, ha acceso un vero e proprio dissidio interiore in chi, mosso dal forte attaccamento alla propria terra, avrebbe solo desiderato farvi ritorno, ricongiungersi ai familiari e sedere alla tavola della Santa Pasqua. Chiedere troppo, forse.
La notizia, complice il suo lato curioso, è diventata virale: il rientro a casa per Pasqua dei fuorisede da Milano Linate e Roma Fiumicino costa fino a 619 euro, secondo Assoutenti, più di un biglietto aereo per arrivare a New York. Non è di certo andata meglio a chi ha pensato di risparmiare qualche spicciolo con i treni: pochi posti disponibili, a cifre a dir poco esorbitanti. Insomma, l’uovo di Pasqua ha riservato una bella sorpresa a chi ha dovuto far fronte all’ingente spesa, ma anche a quanti sono rimasti fermi al palo, perché impossibilitati a sostenerla.
E i turisti? Inizialmente catturati dai messaggi promozionali di una «Puglialand» sempre più accogliente e rigogliosa, in tanti hanno fatto dietrofront, scoraggiati dall’ipotesi di un tale esborso. Questo, mentre rimbalzano le immagini del boom turistico che interesserà Napoli - che dalla Puglia dista cinque ore di Flixbus, in assenza di collegamenti ferroviari diretti - e di Roma, pronta ad accogliere un milione di persone. Eppure, la Puglia resta così bella e tanto amata, anche lontano dalle ricorrenze. Soprattutto per chi non l’ha mai abbandonata. Croce e delizia dei cervelli non ancora in fuga, per esempio, che con la puntualità di un pendolo, affrontano odissee settimanali per farvi rientro ogni fine settimana. È una vita veramente difficile quella di chi paga il prezzo di essere rimasto aggrappato alle radici. E non è solo una questione economica (che pure pesa dai 300 ai 700 euro mensili), è la «vita lenta» che non dovrebbe esserlo in termini di trasporti. Il richiamo delle orecchiette fatte in casa della mamma, del calore del Sud, degli amici e del mare sarà anche forte, ma quanta fatica!
Forse, viene da pensare, saremmo più incentivati se anche la Puglia, così come fatto dalla Sicilia e dalla Sardegna, mettesse in atto buone prassi per alleggerire la vita dei suoi «figli». La prima, di concerto con la compagnia ITA Airways, ha attivato una tariffa speciale riservata ai residenti che viaggiano dagli aeroporti di Catania e Palermo (tratte di andata e ritorno) verso Roma Fiumicino e Milano Linate. L’offerta, valida per il 2025, prevede uno sconto tra il 25 e il 50 per cento sul costo del biglietto, a seconda dei periodi. La Regione Sardegna, invece, ha abbattuto strutturalmente il costo delle tariffe per i voli nazionali con un rimborso ai cittadini del 25 per cento, a partire da un costo sostenuto di 100 euro. La misura in questione è contenuta in un’apposita delibera della giunta regionale che ha approvato aiuti a carattere sociale per un investimento totale di cinque milioni di euro l’anno.
E la Puglia? Non siamo un’isola, neppure una Regione autonoma. Noi siamo il Tacco d’Italia, che bacia il mare allo stesso modo e offre ai turisti uno fra i panorami più straordinari al mondo. Una terra che, al di là di operazioni di promozione turistica, necessita di sostanza, perché è lontana dai punti nevralgici di collegamento. Sarebbe un gesto d’amore verso chi ci è nato e ha scelto di restarvi, di rispetto per quanti vi arrivano desiderosi di vivere un’esperienza.
«C’è da fare, c’è da fare, c’è sempre qualcosa da fare e da rifare», cantava Giorgia. Lo crediamo. Perché «Benvenuti in Puglia» non resti un claim vuoto, utile quanto uno spot televisivo, ma contempli una mobilità degna di questo nome. Perché non si debba rischiare di vedere solo in cartolina le orecchiette fatte a mano, le spiagge, l’arte e la tradizione. È vero: il tramonto pugliese è unico, forse non ha prezzo. In realtà, però, che sia per un pugliese che torna a casa o per un turista, un prezzo da pagare c’è sempre.