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In Puglia e Basilicata

IL RACCONTO

Baresi all'estero, la storia di Valeria: «In Svizzera tra particelle di fisica e focaccia»

«In Svizzera con le particelle di fisica e la mia preziosa teglia per la focaccia»

Valeria Radicci la ricercatrice barese, appassionata di sport «estremi»

La storia della ricercatrice Radicci, da Bari alla conquista del mondo: «Ma mi manca il Lungomare e gli amici dell'infanzia»

04 Agosto 2022

Redazione Bari

Pubblichiamo oggi la prima puntata del viaggio tra i tanti baresi che sono andati a vivere all'estero, tra ricordi, usi e costumi esportati, e un po' di nostalgia. Si parte con Valeria Radicci

1. Quartiere di provenienza
Poggiofranco
2. Un ricordo dell'infanzia e dell'adolescenza in città
La tenerezza di me bambina che raggiungevo il centro per andare a far visita a mia nonna e alle anziane prozie. E poi, la «favolosa», ai miei occhi, Fiera del Levante dopo le vacanze estive: il padiglione delle Nazioni, la fila per acquistare le merendine Aida e il panino col wurstel al padiglione del Bayernland. Adolescente ricordo gli incontri del sabato sera all’angolo del negozio «Fratelli Rossetti» in via Sparano e le serate allo «Stravinsky».
3. Quando e perché hai deciso di lasciare Bari per vivere all'estero o al nord?
Nel 2006, dopo il dottorato di ricerca e 4 anni di assegno di ricerca, entrambi svolti all'università di fisica di Bari. Ho avuto la possibilità di un contratto di ricerca in un Centro internazionale al CERN di Ginevra e successivamente all'Istituto di ricerca nazionale svizzero PSI, vicino Zurigo. Poi sono stata assunta in un’azienda svizzera che opera nel mio campo di ricerca. Vivo a Baden, convivo con il mio partner e abbiamo due figli, di 8 e 12 anni.
4- Un aneddoto della «baresità» che racconti con piacere ai colleghi di lavoro, agli amici, ai vicini di casa
Alcune espressioni come l’uso del numero 2: la differenza fra due pesche, e quando, per indicarne poca quantità, si parla di «proprio due di numero». Ancora: la filosofia che sottende all’uso della pasta, un formato per ogni condimento. E le discussioni se cucinare penne, fusilli, ziti o rigatoni. Per finire la colazione d'estate preparata da mia nonna: non latte e «pane e burro» ma «pane, olio e sale» (e pomodorini freschi)
5- La frase in dialetto, il modo di dire, il gesto che ti ha consentito di sciogliere il ghiaccio con gli stranieri:
La gestualità calorosa, a volte anche troppo. E poi offrire tarallini e focaccia hanno presto rappresentato il gesto «apripista» per ogni occasione, non solo conviviale
6 - Un libro, un oggetto, un portafortuna della tua città di origine che ancora oggi ti porti dietro
L'oggetto che ha attraversato l’Italia con me è la teglia di ferro per cuocere la focaccia. Ormai ad ogni invito che ricevo sono obbligata a prepararla!

8 - Confessa: ti fai ancora mandare i viveri - mozzarelle, olio, orecchiette - dai tuoi genitori.
Ahimè, spedire i pacchi in Svizzera è molto costoso e complicato visto che il Paese non è nella Comunità europea. Però tutte le volte che da Bari risalgo in Svizzera la mia valigia è piena di taralli per nostro uso e per regalare agli amici.
9 - Ogni volta che torno trovo Bari migliorata: in cosa?
Sì, la trovo migliorata: è ben tenuta, curata, belli e ordinati il centro e la città vecchia. E le aree pedonali, gli spazi verdi. Così come la zona di Pane e pomodoro e la varietà nell'offerta culturale e gastronomica. Anche a Poggiofranco la pulizia è molto migliorata rispetto a 15 anni fa: intanto la raccolta differenziata e poi, finalmente, le deiezioni canine sui marciapiedi del tutto sparite. La viabilità e i parcheggi nel centro, la possibilità del Park&ride hanno anche reso più agevole andare in centro. Oltre al piacere di andare al mercato di Santa Scolastica a Poggiofranco.
10 - Ogni volta che torno trovo Bari peggiorata. In cosa?
Non sopporto l'arroganza alla guida e la doppia fila di parcheggi. E si può sicuramente migliorare la viabilità sui marciapiedi ancora troppo stretti, con pochi scivoli. Così come sanzionare le auto parcheggiate sulle zone pedonali che rendono impossibile il transito con passeggini, con deambulatori per anziani e sedie rotelle.
11 - La prima cosa che faccio al mio rientro è...
Nell’ordine: andare dal mio parrucchiere, gustare al volo un pezzo di focaccia e comprare mezzo chilo di «nodini» (ho dovuto spiegare agli svizzeri che si tratta di mozzarelle.. e a quel punto mi hanno chiesto cosa sono le mozzarelle!).
12 - Cosa ti manca di Bari?
Il lungomare, il sole e il calore dei parenti e degli amici di infanzia.
13 - E cosa invece proprio non sopportavi
Arroganza e maleducazione. Ma non solo baresi
14 - Un'abitudine /uno stile di vita/ un pezzo di Bari che hai «esportato» all'estero
Le abitudini, o meglio tradizioni che mi porto dietro sono soprattutto culinarie. Preparo i panzerotti alla vigilia dell'Immacolata, la pizza di carne di maiale il Giovedi grasso e le zeppole a San Giuseppe.
15 - Ciò che apprezzi della nazione in cui vivi adesso
Soprattutto l'efficienza della burocrazia. La possibilità di vivere senza auto grazie alla copertura totale del territorio con i mezzi pubblici e piste ciclabili. E la loro capacità di integrare le città con l’ambiente: boschi, laghi e fiumi.
16 - E ciò che ti piace meno
Non ho molto da lamentarmi in realtà, i rapporti sociali sono molto diversi che da noi e si fa fatica a comprendere queste regole non scritte. Di solito sono molto formali, però sempre corretti, in generale meno spontanei come da noi al sud. Si tende a pianificare gli incontri e gli eventi con largo anticipo in piccoli gruppi.

17 - Cosa dovrebbe «copiare» Bari dalla città all'estero in cui oggi vivi?
Bari potrebbe e dovrebbe rendersi pioniera della trasformazione «green» e come città eco-sostenibile. Ad esempio utilizzando autobus elettrici. Bari è la città del sole, presente 365 giorni all’anno: con finanziamenti, si potrebbero tappezzare i terrazzi con pannelli solari per produrre energia elettrica oltre a rendere più freschi gli appartamenti degli ultimi piani.

18 - Com’è Bari vista da fuori?
Vivendo all'estero sono rimasta sorpresa dal fatto che gli stranieri conoscono e apprezzano Bari e la Puglia. Tutti quelli a cui dico che torno a trascorrere le mie vacanze a Bari mi dicono che vorrebbero venire o che stanno pianificando una vacanza in Puglia.

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