Martedì 09 Agosto 2022 | 07:46

In Puglia e Basilicata

Pandemia

Covid, inizia il calo ma restano i casi gravi

Covid, in Puglia tre decessi e 1723 casi di positività

Covid, ancora casi positivi in Puglia

Anche i giovani a rischio: 2 donne in Rianimazione al San Paolo di Bari. In aumento i ricoveri soprattutto nelle aree mediche (anche dei reparti ordinari)

21 Luglio 2022

Flavio Campanella

Il picco è stato probabilmente raggiunto, ma bisognerà vedere quanto durerà la discesa del contagio da Covid (secondo gli esperti potrebbe essere lenta), visto che, sebbene si sia in piena estate (in precedenza considerata nemica del virus), la particolare trasmissibilità di Omicron (vedremo se Centaurus arriverà e la soppianterà) e l’allentamento di restrizioni e precauzioni potrebbe mantenere comunque la curva epidemiologica a un livello elevato a tempo indeterminato. Per ora le cifre dicono questo: nella scorsa settimana si è registrata (secondo quanto si è potuto accertare ufficialmente con il testing) una riduzione del 6,8% della circolazione del virus. Dall’11 al 17 luglio le nuove infezioni in provincia di Bari (su elaborazione dei dati forniti mediante i bollettini regionali) sono state 15.730, con un tasso ogni 100mila abitanti di 1.278,86, in regressione rispetto alla settimana precedente (4-10 luglio), quando, secondo il report Asl, sono state 16.881 (tasso 1.372,2).

Quando gli esperti si sgolano, sottolineando la necessità di vaccinarsi con il secondo booster, non lo fanno per rovinare le vacanze dei baresi. Semmai si sforzano di far comprendere le conseguenze affatto teoriche di un rilassamento generale. Negli ospedali, alle prese con una gestione dei pazienti resa più complicata (a parte la necessità di sbrigare l'ordinario) dalle ripercussioni del caldo e dal dover consentire al personale esausto (e insufficiente) di andare in ferie, continuano ad arrivare pazienti con quadri clinici talmente compromessi da sfociare in decessi (ce ne sono ancora, purtroppo) e soggetti con patologie serie e magari immunodepressi da trattare per una grave insufficienza respiratoria. «Nella prima quindicina del mese abbiamo gestito due pazienti gravi - raccontano dall’ospedale San Paolo -. Erano due donne, una 34enne e una 45enne, entrambe vaccinate, con due e tre dosi. In un caso si trattava di una obesa, forte fumatrice, con una sospetta neoformazione cerebrale, l’altra era affetta da epilessia. Hanno avuto febbre alta, convulsioni. Sono state sedate, intubate e attaccate a un ventilatore prima di essere trasferite ad Altamura dove c’è un reparto di Subintensiva Covid. Questa estate è diversa dalla precedente, che è stata molto più tranquilla. Siamo tornati alla prassi della vestizione e svestizione. Poi qui abbiamo un problema logistico. Con la chiusura dell’Osservazione breve intensiva e la decisione di avere spazi dedicati al Covid in ogni reparto (e da noi attualmente ci sono positivi in Chirurgia e in Medicina, ad esempio), i rianimatori sono costretti a spostarsi dal reparto di Terapia intensiva alla lontana area grigia del Pronto soccorso, unico ambiente idoneo al trattamento di infetti gravi. Da qualche giorno comunque non abbiamo casi particolari e sembra che ci sia un leggero miglioramento. Però continuano ad arrivare pazienti positivi, gestiti nei reparti in ambienti più appartati. L’alternativa è rappresentata da stanze a pressione negativa. Si spera che inizino i lavori di ristrutturazione previsti in Rianimazione in modo da avere anche un'area Covid. A Monopoli hanno già iniziato. Mentre ad Altamura e Putignano ci sono già».

Anche dagli altri presidi della provincia hanno l’impressione che il contagio stia rallentando. Ma per svuotare le postazioni ci vorrà ovviamente del tempo. Nei plessi del Policlinico ci sono 82 ricoverati (7 in Terapia intensiva), di cui 23 in Fiera e 10 al Pediatrico, complessivamente il 22,4% in più dall’inizio del mese. Sono le aree mediche quelle maggiormente coinvolte, anche al Perinei di Altamura (12 ricoverati su 20 posti disponibili nella Semintensiva), dove c’è 1 paziente in Terapia intensiva, e a Putignano (Rianimazione 1 su 2, Semintensiva 10 su 12, area medica 8 su 12, nessuno al momento in Psichiatria). Ogni giorno, però, giungono ai Pronto soccorso pazienti con altre patologie che sono infetti (o che scoprono in ospedale di esserlo) e che poi magari vanno trasferiti nelle unità operative. Ieri, ad esempio, ne sono stati gestiti dal personale delle emergenze-urgenze 3 a Molfetta, 2 al Di Venere, 1 ad Altamura (meno di avantieri: 3 a Molfetta, 2 a Monopoli, 1 al San Paolo, 1 al Di Venere, 1 ad Altamura). Alcuni di loro poi vengono trasferiti nei reparti no Covid dove ci sono stanze dedicate e generalmente isolate. Al momento questo tipo di sistemazione riguarda 22 ricoverati: 8 al Di Venere, 6 a Monopoli, 5 al San Paolo, 2 a Corato e 1 a Molfetta (due giorni fa erano 20: 6 al Di Venere, 5 al San paolo e a Monopoli, 2 a Corato, 1 ad Altamura e Molfetta). «Come da indicazione della Asl - affermano dal Di Venere - abbiamo pazienti positivi e negativi tutti insieme al Pronto soccorso e nei reparti. Stiamo cercando di tenere gli infetti in zone separate. Ovviamente non si può sapere se i negativi si siano contagiati perché poi li rimandiamo a casa e sintomi e positività si sviluppano a distanza di 4-5 giorni».

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