Venerdì 24 Settembre 2021 | 06:24

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Cinema

«Semina il vento»: lotta e rinascita ai piedi dell’Ilva nell'opera del regista Danilo Caputo

La proiezione domani al Multisala Massimo di Lecce

Semina il vento : lotta e rinascita ai piedi dell’Ilva

Una storia di ribellione e rinascita, ambientata tra alberi d’olivo e scenari industriali del tarantino, di una giovane donna che lotta per salvare la sua terra dai parassiti, naturali e sociali. Proiezione domani alle 20.20, nella Multisala Massimo di Lecce, del film «Semina il vento», di Danilo Caputo. Il regista e l’attrice Feliciana Sibilano incontreranno il pubblico in sala; a presentare e moderare l’incontro sarà Mauro Marino del Fondo Verri.

Protagonista del film è Nica, una studentessa di agronomia, poco più che ventenne. Dopo tre anni d’assenza torna a casa, in un paesino vicino Taranto, e lì trova un padre sommerso dai debiti, una terra inquinata, gli ulivi devastati da un parassita. Tutti sembrano essersi arresi davanti alla vastità del disastro ecologico e suo padre aspetta solo di poter abbattere l’uliveto di famiglia per pura speculazione economica. Nica, forte di uno spirito battagliero ereditato dall’amata nonna, lotta con tutte le sue forze per salvare quegli alberi secolari. Ma l’inquinamento ormai è anche e soprattutto nella testa della gente e lei si troverà a dover affrontare ostacoli inaspettati. L’opera esplora il conflitto tra due modi di pensare e sentire la natura, quello di Nica, ereditato dalla nonna, e quello di Demetrio, figlio di un progresso industriale che ha disatteso le sue promesse.
Interpreti della vicenda sono gli attori Yile Yara Vianello (la giovane protagonista di «Corpo Celeste» di Alice Rohrwacher), Caterina Valente, Espedito Chionna e Feliciana Sibilano.

Spiega il regista tarantino Danilo Caputo, che ha ambientato la sua storia ai piedi dell’Ilva: «A dieci chilometri da casa mia c’è il più grande polo siderurgico d’Europa, una fabbrica che inquina da 60 anni e della quale però non riusciamo a fare a meno. Perché il vero problema è l’inquinamento mentale. Questa strana patologia moderna per cui chi è disposto ad avvelenare la propria terra, è disposto ad avvelenare se stesso».

Tarantino, classe ’84, Caputo ha scritto e diretto i corti «Polvere» (2008), «Banduryst» e «Il Posto Fisso» (2009), e il lungometraggio no-budget «La Mezza Stagione», presentato in anteprima nel 2014 a Karlovy Vary. «Semina il vento» ha avuto la sua premiere internazionale all’ultima Berlinale, nella sezione Panorama, ed è stato presentato in anteprima italiana all’ultimo Bif&st di Bari.

Il film è una produzione Jba Production e Okta Film con Rai Cinema in coproduzione con Graal Films, e con il contributo di Regione Puglia e il sostegno di Apulia Film Commission, con il sostegno del Fondo bilaterale per le coproduzioni cinematografiche italo-francesi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) e del Centre national de la cinématographie (Cnc), con il contributo del Mibact, Direzione Generale Cinema per la produzione di opere di giovani autori, con il sostegno di Eurimages e del Greek Film Centre. È distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie