SERIE B
Il Bari si rivolge a... San Nicola: è salvezza se fa il pieno in casa
Vincere domani significherebbe riportare i toscani nella bagarre. I biancorossi fra le mura amiche non hanno quasi mai steccato contro le «piccole»
ll Bari chiede la salvezza a… San Nicola. Il rush finale è nella fase cruciale, i biancorossi sono più che mai impelagati nella lotta per tenersi stretta la serie B, il margine d’errore è azzerato. Eppure, a sette turni dal termine della regular season, i conti sarebbero presto fatti. Se i biancorossi capitalizzassero al meglio il fattore campo, il traguardo della permanenza sarebbe realtà. Quattro, infatti, sono i match interni: con 12 punti i Galletti toccherebbero quota 43 che dovrebbe mettere al riparo da qualsiasi brutta sorpresa. Gli ostacoli, però, non mancano. Ed il nemico principale è proprio l’inaffidabilità di una squadra che non ha mai trovato pace in una stagione tribolatissima.
DELUDENTE EQUILIBRIO Il Bari in casa ha ripartito equamente i suoi risultati: cinque vittorie, altrettanti pari e sconfitte, per un totale di 20 punti. Un raccolto che da un lato rappresenta comunque la gran parte dei 31 complessivi, dall’altro certifica un rendimento interno da soffertissima salvezza diretta. Appena cinque compagini, infatti, hanno incassato meno tra le mura amiche: il Padova (16 punti), lo Spezia (17), la Reggiana (18), nonché Empoli e Cesena (19). Conclamate le difficoltà offensive: i 18 gol casalinghi rappresentano il quartultimo attacco interno (peggio solo lo Spezia con 15, Reggiana e Sudtirol con 16), mentre leggermente meglio se la cava la difesa (sette compagini hanno subito di più nei match davanti il proprio pubblico), sebbene i “clean sheet” siano soltanto tre. Il tecnico che ha raccolto di più al San Nicola è Fabio Caserta: 11 punti in sei match con tre affermazioni (contro Padova, Mantova e Cesena) due pareggi (con Monza e Sampdoria) e un ko (con il Frosinone). Disastrosa la parentesi di Vincenzo Vivarini con appena due punti (pareggi con Pescara e Avellino, sconfitte con Catanzaro e Juve Stabia), mentre Moreno Longo ha totalizzato sette punti in cinque match con due colpi pieni (contro Empoli e Reggiana), un pari (con lo Spezia) e i due stop con Palermo e Sudtirol. Il tecnico piemontese può trarre auspici incoraggianti proprio dagli ultimi due successi al San Nicola: occorre cavalcare l’onda. D’altra parte, non ci sono alternative.
GRANDE CONTRO LE PICCOLE, MALE CON LE BIG Un dato è emblematico. Il Bari in casa non ha quasi mai steccato contro le formazioni di bassa classifica. Non a caso, quattro delle cinque vittorie sono giunte contro formazioni (Padova, Mantova, Empoli e Reggiana) coinvolte nella lotta salvezza. L’unica eccezione è l’affermazione contro il Cesena che ancora occupa il perimetro playoff. Non solo. Anche i pareggi seguono lo stesso canovaccio essendo scaturiti con Sampdoria, Pescara, Avellino e Spezia, ovvero compagini in difficoltà o, nel caso degli irpini attualmente noni, comunque impegnate innanzitutto a rifinire la permanenza prima di valutare eventuali sogni di gloria. Anche in questo caso, la particolarità è rappresentata dal punto strappato al Monza, addirittura in corsa per la promozione diretta: quell’1-1 giunto all’esordio stagionale interno in pieno agosto illuse tutti di qualità mai più emerse. La statistica, però, potrebbe incoraggiare quantomeno in vista degli scontri con Carrarese ed Entella. Ovvero, le sfide da non fallire, quelle che devono assolutamente portare fieno in cascina per blindare la categoria. I toscani vantano cinque punti in più che costituiscono anche un margine non così sottile sulla zona pericolosa. Vincere significherebbe riportarli ai margini del calderone. L’ultimo impegno in casa, il 1° maggio con l’Entella, invece, potrebbe rappresentare l’incontro della verità. Fondamentale, però, sarà arrivarci con i migliori presupposti. E per riuscirsi, sarà indispensabile invertire il trend tremendo con le big. Tra le prime otto, infatti, già in quattro hanno festeggiato al San Nicola: ovvero, Frosinone (terzo), Catanzaro (quinto), Juve Stabia (settimo) e Palermo (quarto). Il Monza (secondo) ha pareggiato, il Cesena (ottavo) è l’unica ad essere caduta. Devono ancora giocare nella tana biancorossa il Modena (sesto) il giorno di Pasquetta (il 6 aprile alle 15) e il Venezia capolista il 18 aprile: a quel punto mancheranno ancora tre turni al termine della stagione regolare e sembra altamente improbabile che i veneti siano già certi della promozione. Da chi soffre a chi sogna, però, cambia davvero poco. Il Bari, in ogni caso, non potrà più fermarsi. Il San Nicola potrebbe davvero rivelarsi il fattore salvezza.