serie a
L'’ex centrocampista azzurro Antonio Di Gennaro applaude il Lecce: mentalità e atteggiamento giusti
Di Gennaro è stato ex Bari, Fiorentina, Perugia e Verona, e ha indossato la casacca della nazionale dal 1984 al 1986. «Il Lecce al “Maradona” nel primo tempo mi è piaciuto tantissimo»
Ha visto all’opera il Lecce nella gara disputata sabato sul terreno del Napoli, Antonio Di Gennaro, effettuando il commento tecnico per Dazn, ma lo ha seguito anche in altri precedenti match. Inoltre, l’ex centrocampista azzurro ha assistito a più riprese anche ai match della Roma, prossima rivale della squadra allenata da Eusebio Di Francesco, domenica, alle 18, all’«Olimpico».
«Il Lecce ammirato al “Maradona” nel primo tempo mi è piaciuto tantissimo - afferma l’ex Bari, Fiorentina, Perugia e Verona, che ha indossato la casacca della nazionale dal 1984 al 1986 - Contro un Napoli che si è espresso sotto ritmo, ha pressato alto gli avversari, impedendo loro di ragionare e di imbastire azioni degne di nota, ha sbloccato subito il risultato su palla inattiva e poi ha creato due o tre opportunità per raddoppiare. I partenopei si sono resi pericolosi solo una volta, nelle battute finali. Nella ripresa, gli ingressi di McTominay e soprattutto di De Bruyne hanno mutato le carte in tavola, con il belga che ha messo in evidente difficoltà i salentini, agendo tra le linee e giostrando dall’alto della sua classe. In tutte le circostanze nelle quali li ho visti giocare, comunque, Falcone e compagni hanno dimostrato di avere sempre l’atteggiamento e la mentalità giusti e la massima applicazione tattica. Non so se riusciranno a salvarsi, ma hanno i mezzi per riuscirci. Di Francesco ed il suo staff stanno svolgendo un ottimo lavoro, anche perché hanno saputo fare crescere, oltre al collettivo, anche i singoli calciatori che compongono la rosa».
Di Gennaro mette il dito nella… piaga: «Il Lecce ha avuto sin qui il problema della punta centrale, che ha un valore strategico in una formazione. Il dopo Krstovic non è stato semplice da gestire. Camarda è giovanissimo ed ora è out, ma comunque non poteva certo avere sulle sue spalle il peso della prima linea giallorossa. Stulic, al suo primo anno in Italia, ha segnato tre reti. Cheddira, ingaggiato a gennaio, non ha ancora fatto centro ed a Napoli, quando è stato gettato nella mischia, si è espresso sottotono. Le reti sono state realizzate soprattutto dagli esterni e dai centrocampisti, ma se ci fosse stato un bomber sono convinto che i salentini avrebbero sofferto meno».
Dietro l’angolo c’è la trasferta di Roma, contro la compagine diretta da Giampiero Gasperini, che ha bisogno di punti per accedere in Champions: «La qualità delle due squadre ed i loro obiettivi sono diametralmente opposti. Ma poi le partite si decidono in campo ed il Lecce del primo tempo di Napoli può creare problemi anche alle big. La cosa certa è che ci debba provare ogni domenica in quanto solo con questa convinzione potrà ottenere prima o poi un risultato a sorpresa che sarebbe prezioso per raggiungere il traguardo-permanenza».
La Roma non è nel suo momento migliore: «Ma ad una retroguardia che si è dimostrata molto forte ora ha aggiunto un centravanti del calibro di Malen, che si è inserito alla grande e non sembra avere patito il fatto di essere approdato in un calcio diverso da quello al quale era abituato. Inoltre, i capitolini si esprimono a ritmi alti. I salentini dovranno tenere in difesa e provare a pungere in velocità, cosa che a Napoli sono stati in grado di fare, soprattutto con Banda, nei primi 45’».
La bagarre di coda vede Pisa e Verona attestate a quota 18, la Cremonese con 24 lunghezze, il Lecce con 27, la Fiorentina con 28: «Mi dispiace per l’Hellas, mia ex squadra, ma le ultime due compagini in classifica hanno pochissime chance di evitare il declassamento. Il Cagliari, a quota 30, non è ancora fuori dalla bagarre. La “Viola”, altra mia ex formazione, a volte sembra ingranare, ma poi frena. Bisogna capire se si è calata del tutto nella mentalità che serve per salvarsi. I grigiorossi, invece, sono in crisi e si tratterà di verificare se l’esonero di Nicola e l’avvento di Giampaolo li risolleverà. Il Lecce, dal canto suo, dovrà portare dalla propria parte gli scontri diretti, che alla lunga faranno la differenza».
La conclusione è sulla lotta al vertice: «Lo scudetto, all’80% andrà all’Inter. Per il restante 20% vedo meglio il Napoli del Milan. Per il quarto posto che porta in Champions sgomiteranno sino in fondo il Como, che esprime il calcio migliore, la Juventus e la Roma, che oggi saprà se proseguirà o meno il cammino in Europa League».