il caso
Brindisi, i residenti chiedono un milione di danni per la movida. E il consigliere rilancia: «Mettiamo musica con gli altoparlanti»
I cittadini diffidano il Comune, 20 mila euro per ciascun residente. Luperti interviene a difesa della movida: «Proporrò di far installare degli altoparlanti nei quartieri più popolati»
«Proporrò di far installare degli altoparlanti attraverso cui l’amministrazione comunale diffonderà musica nelle zone a maggiore densità di traffico pedonale», annuncia il consigliere comunale Lino Luperti, rilanciando la difesa della movida e accusando «uno sparuto gruppo di residenti» di voler «condizionare la vita della città». Una presa di posizione che arriva mentre la tensione tra esercenti e abitanti del centro storico torna a salire. Nelle stesse ore, l’associazione «Dalla parte del consumatore» ha notificato al Comune una diffida nell’interesse di 51 residenti e del comitato «Civilmente in Centro», formalizzando una richiesta risarcitoria complessiva di 1.045.000 euro: 20 mila euro per ciascun residente (per un totale di 1.020.000 euro) più 25 mila per il comitato. «L’inerzia nel gestire un fenomeno sociale ormai fuori controllo non è più tollerabile», afferma il presidente dell’associazione, l’avvocato Emilio Graziuso, richiamando le pronunce dei tribunali che in casi analoghi hanno riconosciuto il diritto al ristoro. Il comitato, da parte sua, ringrazia il prefetto per l’attenzione e precisa che il dialogo «non è rifiutato, ma rinviato» finché non saranno fissati «i paletti previsti dalla legge». Chiede revoche di licenze per chi «si è reso protagonista di condotte illecite», limitatori acustici certificati, controlli più serrati, una Ztl nella «zona rossa» e un vademecum chiaro sulle regole.
La vicenda si inserisce nel contesto dell’inchiesta che aveva portato al sequestro di cinque locali del centro storico, poi tutti dissequestrati, chiudendo la fase cautelare ma non il confronto sulla convivenza tra divertimento e diritto al riposo.