Il personaggio
L'autista di camion che assalta le residenze per anziani e sognava la politica: chi è Schettino, l'uomo del crac
Dopo la richiesta di arresto ai domiciliari della Procura di Brindisi. L'imprenditore 50enne gestisce Rsa anche nel Barese. La Finanza: «Ha creato una ragnatela di società per svuotare i beni»
Una ragnatela di società usa e getta, scatole vuote fallite sotto montagne di debiti. E un modus operandi ormai consolidato, quello di mettere le mani sulla gestione di case di riposo per anziani per accumulare ricchezze. Ne ha fatta di strada Michele Schettino, 50enne di Brindisi per cui la Procura di Lecce ha chiesto i domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della società che gestiva le Rsa di Miggiano e San Donaci.
Le carte dell’inchiesta della Finanza coordinata dal pm Alessandro Prontera raccontano chi è Schettino, camionista per una discarica di Lecce che un giorno incontra sulla sua strada l’imprenditore brindisino Luca Screti, proprietario originario delle due case di riposo. «Verso l’anno 2014 mi presentarono questo Michele Schettino presso il campo sportivo di San Pietro Vernotico», mette a verbale Luca Screti davanti alla Procura di Brindisi che aveva aperto un procedimento per il furto delle quote della Medicare di Screti da parte di Schettino e dei suoi sodali, cui Screti aveva affidato le cliniche temendo (come poi sarebbe accaduto) e l’arresto per le tangenti pagate al sindaco di Brindisi. «Schettino aveva delle società a livello sanitario e millantava delle conoscenze politiche forti sul territorio con il presidente Emiliano di cui lui vantava che si stava candidando alle Regionali». Ed in effetti nel febbraio 2015 Michele Schettino aveva presentato la sua candidatura alle Regionali nella lista di Realtà Italia, quella di Giacomo Olivieri, salvo poi rinunciare qualche settimana dopo e buttarsi nella gestione delle due case di riposo che - secondo la Procura di Lecce - avrebbe saccheggiato portandole al crac.
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