Sanità

Latiano, per le cure palliative arriva lo stop al centro della cooperativa San Bernardo

ludovica anelli

La Regione nel 2025 aveva dato l’ok all’hospice in via De Gasperi a Latiano

La Regione ha annullato d’ufficio la determina con cui nel maggio 2025 era stato dato il via libera alla realizzazione di un Centro di cure palliative a Latiano, a seguito di un’istanza di autorizzazione avanzata dalla cooperativa San Bernardo.

L’atto di rilascio del parere di conformità favorevole per un hospice in via De Gaspari, annullato con un provvedimento direttamente esecutivo in autotutela, sconta «un vizio procedurale tale da inficiare la legittimità del provvedimento» a causa della mancata richiesta del parere sulla localizzazione al direttore generale dell’Asl di Brindisi, che avrebbe dovuto precedere il decreto autorizzativo.

Infatti, la normativa vigente in materia di autorizzazione e programmazione sanitaria (procedimento disciplinato dall’articolo 8-ter del decreto legislativo 502/1992) subordina la realizzazione di strutture sanitarie alla valutazione della localizzazione territoriale e alla verifica della compatibilità con il fabbisogno regolamentare, sulla base del parere dell’Asl competente.

L’azienda sanitaria locale nel febbraio del 2026 ha confermato che «il fabbisogno regolamentare per la provincia di Brindisi è di circa 38 posti letto complessivi. Al netto, quindi, dei 12 attivi presso l’hospice di Mesagne e a seguito della decadenza del precedente parere sulla struttura di San Vito dei Normanni, il fabbisogno residuo è di 26 posti letto e l’eventuale attivazione della struttura di Latiano (con 24 posti letto) incrementerebbe l’offerta in maniera significativa con 36 posti letto complessivi».

Ma la prossimità geografica tra le strutture di Mesagne e Latiano «rappresenta un fattore critico nella valutazione di localizzazione poiché comporterebbe una concentrazione territoriale dell’offerta in un’area ristretta, riducendo la capacità del sistema di intercettare in modo omogeneo i bisogni dei comuni più settentrionali della provincia, che esprimono una quota rilevante dei volumi di cure palliative. Risulterebbe più indicata una localizzazione alternativa nell’area nord della provincia, in grado di favorire la presa in carico di utenti provenienti dai comuni della provincia di Bari. La distanza di pochi chilometri tra Mesagne e Latiano rafforza il rischio di sovrapposizione territoriale dell’offerta».

Un parere negativo, quello espresso dall’Asl di Brindisi, che viene acquisito dalla Regione, la quale alla fine determina che «la localizzazione a Latiano, considerata la marcata prossimità geografica rispetto all’hospice già attivo a Mesagne, non risulta la soluzione più coerente con un obiettivo di riequilibrio territoriale dell’offerta».

Piccata la risposta della cooperativa San Bernardo: «Risulta palesemente strumentale fare oggi riferimento alla localizzazione della struttura che era già stata indicata nell’istanza, quando questo Dipartimento era a conoscenza dell’autorizzazione già concessa alla struttura di Mesagne. Il postumo parere del direttore generale dell’Asl appare assolutamente privo di consistenza. Si tratta di una nuova valutazione programmatoria e localizzativa che comporta quanto meno l’obbligo di indennizzo, non di una illegittimità originaria. La scelta di qualificare come annullamento ciò che sostanzialmente - chiosa la cooperativa - è una revoca si configura eccesso di potere e difetto di motivazione».

Ma secondo la Regione, le controdeduzioni della San Bernardo «non risultato idonee a confutare quanto evidenziato».

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