IL CASO
Ostuni, la Soprintendenza fa smontare le tele appena restaurate e installate al Calvario
Dovranno essere smontate perentoriamente in quanto non conformi alle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza ai Beni culturali.
Le tele appena restaurate e installate al Calvario e fissate su supporti ancorati alle superfici già occupate dai dipinti murali, dovranno essere smontate perentoriamente, in quanto non conformi alle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza ai Beni culturali.
E’ guerra fredda tra i responsabili locali del Ministero della Cultura e l’amministrazione comunale di Ostuni. Dopo neanche due giorni dall’inaugurazione, infatti, la rinnovata area del Calvario, fa già discutere.
Con una missiva di fuoco che la Soprintendenza delle Belle arti e paesaggio competente per territorio ha inviato al sindaco di Ostuni, Pomes, all’azienda che ha effettuato i lavori e per conoscenza all’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni, i dirigenti dell’ente culturale che sovrintende al patrimonio hanno evidenziato un palese contrasto con le misure concordate con una nota del 13 settembre scorso in cui, nelle specifiche, era previsto che fossero adottate soluzioni che minimizzassero l’impatto dell’intervento e non modifichino in maniera permanente l’aspetto del calvario.
Invece, nonostante l’inaugurazione (avvenuta il 30 marzo scorso e, si legge nel documento, senza informare la stessa Soprintendenza) si configurerebbe “un notevole impatto visivo e uno stravolgimento del sito a causa dell’introduzione di forme e materiali che rischierebbero di stravolgere la percezione architettonica consolidata dei luoghi”.
Quindi, era stata vietata la riproposizione delle rappresentazioni sacre, secondo le descrizioni delle fonti consultate, dipinte su teli in pvc trasparenti e posizionati con ganci a distanza dal supporto murario. Cosa che invece sarebbe avvenuta al momento della scopertura del sito. In aggiunta, secondo gli esperti, si configurerebbe il concreto rischio di danno al bene culturale causato dal fissaggio dei supporti alle superfici dipinte, appena restaurate.
La Soprintendenza ai beni culturali, archeologici e paesaggistici competente per territorio, quindi, si riserva le azioni consequenziali di competenza, da attuare in sinergia con il Comando Carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale.
Non resta che attendere l’azione dell’amministrazione comunale. Di certo, restando in tema, saranno giorni di passione per tutti.