Brindisi, Enel sospende l’affidamento alla Colemi di Guadalupi

andrea pezzuto

Dopo l'arresto di Pietro Guadalupi Enel ha disposto la sospensione dei servizi di manutenzione del verde svolti dalla Colemi srl all’interno della centrale a carbone

Enel ha disposto la sospensione dei servizi di manutenzione del verde svolti dalla Colemi srl all’interno della centrale a carbone. È il primo effetto del terremoto giudiziario che ha sconvolto il mondo imprenditoriale brindisino, con l’arresto di Pietro Guadalupi (ex presidente del consiglio comunale) che per l’accusa avrebbe fatto da facilitatore nell'ambito di una presunta estorsione di esponenti della Scu nei confronti di un imprenditore. Guadalupi è proprietario al 50 per cento della Colemi srl, che si occupa anche di sanificazioni, pulizie e manutenzione edilizia e che nel suo portfolio vanta committenti di livello.

Sul sito della società, che occupa stabilmente 16 unità, alla voce «clienti» si leggono i nomi di: Marina militare dipartimento di Taranto, Aeronautica militare, Dipartimento di giustizia minorile di Lecce, Agenzia delle dogane, base Onu, Asi, Asl, Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Brinpark, centro commerciale Le Colonne, Comuni di Statte e San Pietro Vernotico, Manutenzioni industriali srl, Jindal. Ma affidamenti sono stati ottenuti anche da ditte operanti nel fotovoltaico e dai Comuni di Mesagne, Cellino San Marco, Erchie, Castro. Non con tutti questi soggetti sono in corso affidamenti. La preoccupazione per il futuro, però, serpeggia. Enel ha dato mandato al proprio ufficio legale di approfondire le azioni da mettere in campo, anche alla luce dei protocolli di legalità sottoscritti. Colemi fa parte di un raggruppamento temporaneo di imprese appaltatrici che svolge servizi nella centrale a carbone; la mandataria è la Sea. Da valutare sono poi anche evoluzioni e riflessi circa gli affidamenti degli enti pubblici.

Inquadrando la ditta Colemi all’interno dell’attività investigativa, secondo la ricostruzione degli inquirenti riportata nell’ordinanza di custodia cautelare, Guadalupi dichiarava che l’imprenditore che sarebbe stato vittima di richiesta estorsiva di 500 euro per conto del clan Buccarella, di fatto subappaltava a lui i lavori che non riusciva a gestire. Anche se nel caso oggetto d’indagine, che vede al centro lavori affidati dal consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia, essendo necessario un mezzo pesante di cui Guadalupi non disponeva, i lavori erano stati eseguiti direttamente dalla ditta della presunta vittima. La Colemi lavora molto con la pubblica amministrazione. In uno stralcio di intercettazione tra Vincenzo Schiavone, Salvatore Buccarella e Umberto Attanasi, questi facevano riferimento a tale «Pietro», persona con evidenti disponibilità economiche che, a dire di Buccarella, aveva diversi crediti verso alcuni Comuni. Attanasi si ripropose di avvicinare tale «Pietro», che «deve capitare sotto»: una frase che per gli inquirenti ha l’evidente fine di costringerlo a corrispondere utilità economiche per il gruppo. Gli inquirenti osservano inoltre che Buccarella dava esplicite indicazioni in ordine a un’azione punitiva da compiere nei confronti di tale «Guadalupi», accusato di non andare dagli amici.

Intanto, ieri si è svolto anche l’interrogatorio del quarto arrestato, Alessandro Blasi, che non ha risposto alle domande dell’accusa. Il suo avvocato, Francesco Cascione, si rivolgerà al Tribunale del Riesame.

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