edilizia pubblica

Brindisi e gli immobili comunali a rischio, parte la richiesta: «Subito interventi per la messa in sicurezza»

La tragedia sfiorata in una casa popolare di via Boldini a Sant’Elia, dove un muro è crollato travolgendo un uomo ha riacceso i riflettori sullo stato del patrimonio edilizio pubblico

La tragedia sfiorata per un soffio in una casa popolare di via Boldini a Sant’Elia, dove un muro è crollato travolgendo un 47enne, ha riacceso il dibattito sulla reale situazione del patrimonio immobiliare del Comune di Brindisi e le azioni da intraprendere a tutela dei residenti. Da tempo infatti, la Cisl e il Sicet Cisl Taranto Brindisi puntano il dito sulle carenze strutturali degli immobili di proprietà pubblica, ma venerdì mattina la goccia ha fatto traboccare il vaso: «Manifestiamo piena solidarietà, intanto, alla famiglia coinvolta, augurando prontissima guarigione al genitore colpito alla spalla ma, al contempo, sollecitiamo il Comune ad individuare una soluzione abitativa alternativa e sostenibile - sottolineano i segretari generali, Luigi Spinzi della Cisl e Massimo Caliandro di Sicet Cisl - Non resta che prendere atto, più in generale, della vetustà del patrimonio edilizio di proprietà del Comune, argomento sul quale siamo intervenuti in altre circostanze».

In attesa dei risultati delle indagini dei tecnici e delle relazioni delle autorità preposte, i due sindacalisti evidenziano come molte palazzine abbiano bisogno di lavori di consolidamento antisismico, interventi legati alla riduzione delle emissioni, al rischio idrogeologico e all’invecchiamento delle strutture in cemento armato: «Convivere con questo genere di insicurezza non aiuta affatto la coesione sociale né alimenta la fiducia nei confronti delle istituzioni ad ogni livello - incalzano Spinzi e Caliandro - Perciò chiediamo che non si perda altro tempo, né che si attenda che prima si consumi la tragedia per mettere mani alle possibili cose da fare, come ad esempio l’immediata mappatura delle criticità strutturali interne ed esterne al patrimonio edilizio pubblico e, al contempo, istituire una struttura di servizio che monitori il fenomeno e si confronti sulle soluzioni da adottare».

Il Sicet pensa una task force composta da Comune, sindacati e organizzazioni professionali: «Un gruppo non sostitutivo dei poteri propri del sindaco, che può intervenire, mediante ordinanze urgenti, per prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana». Intanto, tra i residenti dello stabile di via Boldini resta la paura. [Nic.Bel.]

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