politica

Brindisi, verifica al Comune: FdI disconosce i suoi in giunta

NICOLA BELLANOVA

«Il sindaco cacci la vicesindaca Tedesco e l’assessore Pisanelli»

In seno al coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia, è proprio il caso di dirlo, è giunta l’ora delle decisioni irrevocabili: la vicesindaca Giuliana Tedesco e l’assessore Antonio Pisanelli da ieri, di fatto, sono stati ufficialmente disconosciuti dagli organi del partito, dopo che il direttivo comunale ha chiesto ufficialmente al sindaco Giuseppe Marchionna di estrometterli dalla giunta. E siccome lo stesso Marchionna ha deciso di non decidere, si è giunti al muro contro muro con i due assessori invisi agli ormai ex compagni di ventura.

Dopo mesi di mezze ammissioni e riferimenti espliciti senza far nomi, adesso si gioca a carte scoperte: o rimpasto (quasi) immediato con sostituzione dei due esponenti dell’esecutivo, o sarà crisi al buio, con tutto ciò che ne deriverebbe. Da mesi gli organi locali di Fratelli d’Italia hanno pressato il primo cittadino affinché prendesse provvedimenti, ma in mancanza di risposte e soprattutto di atti concreti, proprio a metà mandato, il coordinatore cittadino Massimiliano Oggiano e altri esponenti del partito, hanno deciso di passare all’azione.

Il 9 febbraio scorso, si è riunito il coordinamento cittadino alla presenza dei consiglieri comunali Lucia Vantaggiato, Mario Borromeo e Raffaele De Maria. In quella sede, all’unanimità dei presenti, è stata chiesta la revoca immediata dei rappresentanti di FdI in giunta e stilata una richiesta da notificare al sindaco di Brindisi, e consegnata formalmente nella giornata di mercoledì. Dopo tre giorni di silenzi da parte di Marchionna, interpretabili in tanti modi, il coordinatore cittadino ha comunicato che da ieri i due assessori sopramenzionati non rappresentano più Fratelli d’Italia all’interno dell’esecutivo: “Sino al ripristino della delegazione di FdI in giunta, che avverrà con la piena legittimazione del coordinamento cittadino e del gruppo consiliare, Fratelli d’Italia sosterrà l’azione politico amministrativa prevista nel programma elettorale della maggioranza di governo”.

Una fiducia a termine, perché da mesi i malumori all’interno dei vari gruppi che sostengono Marchionna sono cresciuti in misura esponenziale.

Ma l’azzeramento della giunta è sempre rimasto poco più di un’intenzione, e la delicata partita delle Regionali aveva convinto tutti i partiti e le liste di centrodestra a rinviare la resa dei conti. Ma la fronda dentro FdI è ormai secolarizzata: il partito è spaccato tra la fazione che fa riferimento al consigliere regionale Luigi Caroli (della quale fanno parte i due assessori in carica e il vice coordinatore provinciale Cesare Mevoli) e quella che guarda al sottosegretario Marcello Gemmato, appoggiata da Oggiano e gli attuali consiglieri comunali. Ma definirla una semplice diatriba tra correnti o una guerra di poltrone, sarebbe riduttivo del reale clima che imperversa dalle parti di piazza Matteotti.

Anche la Casa dei Moderati da tempo pungola il primo cittadino sulla necessità di rivedere equilibri e il modo di intendere la città del futuro: la mai digerita defenestrazione di Luciano Loiacono e le recenti dimissioni del suo successore Mario Scioscioli, hanno portato la lista guidata da Claudio Niccoli (che alle Comunali ottenne il 6%) a sollecitare un intervento che finora non c’è mai stato, anche perché in Forza Italia non ci sono fibrillazioni impellenti.

Ora, però, Marchionna deve decidere da che parte stare, nell’ambito delle prerogative assegnate al sindaco. Con tanti progetti in cantiere e altri da completare, la città non può perdere altro tempo dietro le liti tra partiti.

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