sanità

Neonatologia al Perrino di Brindisi, 12 idonei ma solo uno in servizio: prorogata la convenzione con Asl Lecce

Secondo quanto appreso dal reparto di Neonatologia-Utin del Perrino, la graduatoria non si è tradotta in un immediato rafforzamento del personale

La Neonatologia dell’ospedale Perrino torna al centro dell’attenzione dopo l’approvazione - nelle ultime ore - di due atti. Da un lato, l’Asl ha pubblicato la graduatoria dell’avviso pubblico per soli titoli per dirigenti medici di Neonatologia, con 12 candidati idonei (di cui 11 specializzandi). Dall’altro, la direzione generale ha prorogato di 18 mesi la convenzione con l’Asl Lecce, con i sanitari dell’Utin dell’ospedale Fazzi che continueranno a garantire turni e coperture notturne. Una scelta che riapre il dibattito sulla reale capacità del reparto di diventare autonomo. L’accordo con l’ospedale leccese prevede un costo stimato di 120mila euro nel 2026 e 60mila nel 2027.

Secondo quanto appreso dal reparto di Neonatologia-Utin del Perrino, la graduatoria non si è tradotta in un immediato rafforzamento del personale. Dei 12 medici idonei, solo uno ha accettato l’incarico. Altri due hanno dato disponibilità, ma con decorrenze differite: uno da maggio, un’altra da novembre. Si tratta inoltre di specializzandi del terzo anno, che richiedono un periodo di formazione prima di essere pienamente operativi. Per questo, spiegano dal reparto, la proroga con l’Asl di Lecce è stata ritenuta necessaria per garantire i numeri minimi di sicurezza.

Gli avvisi pubblici attirano quasi esclusivamente specializzandi, perché in Puglia gli specialisti in Neonatologia disponibili sono pochissimi. Una carenza strutturale dettata anche dal fatto che molti pediatri evitano l’indirizzo neonatologico, considerato più impegnativo.

Dal reparto di Neonatologia del Perrino si apprende inoltre che con l’arrivo del nuovo medico, il rientro di un professionista esperto e l’ingresso dei nuovi specializzandi nei prossimi mesi, l’obiettivo è accogliere nell’Utin i prematuri con un’età gestazionale di almeno 30 settimane entro l’estate e successivamente quelli di 28 settimane. Un percorso che richiede gradualità, formazione e personale stabile.

Intanto, rispetto alla partoanalgesia, l’Asl fa sapere che «sono in corso le procedure di autorizzazione e accreditamento a seguito del potenziamento della sala travaglio e della sala operatoria per i parti in emergenza. Contestualmente, è stato avviato con la Regione l’iter per l’autorizzazione all’esercizio dell’intero reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Perrino. Si prevede di completare tutte le attività di natura amministrativa in un tempo massimo di un paio di mesi. Tutto ciò consentirà l’avvio della partoanalgesia».

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