ambiente e territorio
Brindisi, «Smantelliamo la centrale se utile a reindustrializzare».Pichetto: «Valuterà il Tavolo al Mimit»
L’apertura del Governo allo smantellamento delle due centrali e lo spostamento del baricentro decisionale sul futuro dei due impianti dal Mase al Mimit
«Sono in corso da parte del Mase valutazioni tecniche più approfondite su condizioni e requisiti di natura tecnica, regolatoria ed economica riguardanti l’assetto in riserva fredda delle centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia, nel rispetto delle norme Ue in materia, al fine di salvaguardare il profilo strategico degli impianti per garantire la sicurezza del sistema in un contesto ancora caratterizzato da forti elementi di incertezza. Come Governo siamo comunque pronti a facilitare qualsiasi percorso di riqualificazione industriale delle aree di Brindisi e Civitavecchia, anche aprendo allo smantellamento delle centrali, qualora le condizioni di sicurezza energetica lo consentano, attraverso una valutazione di tutte le soluzioni che saranno definite nel Tavolo in corso presso il Mimit». Così, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del Question time di ieri alla Camera, durante il quale è stato interrogato dai deputati di FI Mauro D’Attis e Alessandro Battilocchio.
La novità, dunque, è l’apertura del Governo allo smantellamento delle due centrali e lo spostamento del baricentro decisionale sul futuro dei due impianti dal Mase al Mimit. Il ministro ha lasciato intendere, infatti, che il Governo è disponibile a dare precedenza agli investimenti per la reindustrializzazione dei due siti. Il che dovrebbe significare che, se dovessero servire ulteriori spazi, si procederà da subito con lo smantellamento. I due interroganti, D’Attis e Battilocchio, premono affinché «si proceda subito, d’accordo con gli enti locali e regionali, ad autorizzare Enel alla messa in sicurezza, ad avviare lo smantellamento e a permetterci di determinare ulteriori nuove opportunità di investimento sui territori». In subordine, la strada del mantenimento in riserva fredda delle centrali, ma «con l’assicurazione del lavoro per l’indotto e la garanzia delle successive procedure di decommissioning. Brindisi e Civitavecchia hanno dato tanto, troppo al Paese nei decenni scorsi e il Paese questo non può dimenticarlo», chiosano.
Nelle scorse ore, intanto, è stato raggiunto un accordo tra le parti per ricollocare i lavoratori ex Sir nelle altre aziende dell’indotto Enel fino a marzo. Una soluzione che però non fa stare tranquilla la Cgil, che chiede al prefetto e al presidente della Regione di «sostenere la nostra richiesta di convocazione urgente di un tavolo ministeriale al Mimit, e con il Mase e il ministero del Lavoro, per affrontare in maniera adeguata la vertenza, che non riguarda solo i lavoratori ex Sir ma tutti quelli legati alla centrale».