emergenza

«I servizi della sanità brindisina sotto la soglia della dignità umana»

Redazione Brindisi

Ennesima dura presa di posizione da parte delle segreterie generali Uil e UIl Fpl

BRINDISI - I livelli essenziali di assistenza (Lea) sempre più precari al centro di una dura presa di posizione della Uil Brindisi, che denuncia ancora una volta come sia sempre più difficile per i cittadini-utenti poter contare su tempi e prestazioni minimamente dignitose nel momento in cui ci si rivolge al servizio sanitario pubblico. Lo spunto viene dai recenti riconoscimenti da parte del ministero della Salute nel valutare gli standard sanitari assicurati in Puglia. Riconoscimenti rispetto ai quali la Uil - nella persona del segretario generale territoriale Fabrizio Caliolo e del segretario UIl Fpl Gialuca Facecchia - esprime una serie di perplessità ponendo diversi interrogativi.
LE PERPLESSITA' - «Leggiamo una nota stampa della Regione Puglia datata 25/07/2023 - affermano i due dirigenti sindacali - in cui si riporta l’ente è tra le 14 Regioni promosse dal Ministero della Salute per la valutazione relativa all erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza), ovvero quelle prestazioni sanitarie che le regioni devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket in riferimento all anno 2021. La Puglia risulta essere tra le regioni promosse o, meglio, tra quelle valutate adempienti. L’assessore Palese cogliendo al balzo questa promozione - scrivono sempre i due esponenti Uil - dichiara che sette anni fa eravamo in fondo alla classifica e ora siamo più vicini alla vetta, ma abbiamo ancora da fare. Riconoscimento ribadito dalla Fondazione Gimbe che premia tutti gli sforzi per qualificare e rendere più efficiente il Sistema sanitario regionale». Una situazione, quella descritta nella nota regionale, che secondo la Uil sarebbe in «forte contrasto con la realtà dei fatti che ledono - dicono Caliolo e Facecchia - la dignità umana di chi lavora e di chi ha bisogno di cure: vorremmo sapere quali criteri, indicatori e standard siano stati applicati nella valutazione di parametri tali da raggiungere questi alti livelli, soprattutto in piena pandemia Covid, quando è stata interrotta la quasi totalità delle prestazioni, ad oggi non recuperate, con liste di attesa inquantificabili. Vorremmo sapere cosa dicono le ricerche qualitative e quantitative, gli Audit sul personale e l’utenza, sulle condizioni in cui gli stessi sono costretti a vivere quotidianamente, ben oltre la soglia dei più comuni diritti umani. “Questo risultato ci incoraggia a continuare sulla strada intrapresa - ha concluso lassessore - perché sembra quella giusta, ed a fare sempre meglio. Lo dobbiamo ai cittadini e agli stessi medici e operatori sanitari”, proprio gli stessi, aggiungeremmo noi, maltrattati ed abbandonati da una regione che a Brindisi - dicono i due segretarri Uil - ha dimostrato tutta la sua assenza nel gestire una crisi senza fine, con metodi e approcci superati e contrari alle attuali evidenze dello stesso Gimbe (organizzazione indipendente che favorisce la diffusione delle migliori evidenze scientifiche al fine di migliorare la salute delle persone) che ha promosso la Regione.
BRINDISI ABBANDONATA - «Probabilmente Brindisi non è stata considerata nello studio, un Bia (errore), che in ambito scientifico - sostengono Caliolo e Facecchia - non è accettabile da chi fa ricerca con metodo e giudizio. Vorremmo capire anche con migliaia di posti vacanti, chiusure di strutture sanitarie, accorpamenti di servizi, come si possano ottenere dei Lea eccellenti così come si riporta nel comunicato stampa; e soprattutto vorremmo sapere come si possa dichiarare, con la situazione sanitaria attuale, di avere le potenzialità per migliorare tale posizione, vista la più totale assenza di interesse ai problemi della Asl brindisina. Ad oggi permane a chi legge sbigottito queste affermazioni, uno dei più grandi misteri ancora da decifrare.
IRRISOLTE LE GRAVISSIME CARENZE DI PERSONALE - «Mentre si festeggiano gli straordinari successi della sanità Pugliese e si discutono indennizzi economici di fine mandato ai consiglieri regionali, negli ospedali del Brindisino - ricordano i due sindacalisti - continua la morsa dell’inferno dovuto si all’ondata di calore di questo periodo, ma soprattutto alle gravi carenze di personale sanitario, a tutt’oggi irrisolte».
DI CHI SONO LE RESPONSABILITA'? - «Vorremmo capire chi segue le aziende responsabili della gestione e manutenzione del Freddo/Caldo all’interno del Perrino, laddove i ricoverati sono costretti a refrigerarsi con ventilatori personali, addirittura anche nelle terapie intensive. Un vero e proprio inferno per il sistema di condizionamento in tilt, senza alcuna prospettiva ad oggi di ripristino, ma soprattutto vorremmo sapere di chi sono le responsabilità, visto il silenzio della Direzione dell’Area Gestione Tecnica e della Direzione Generale della Asl di Brindisi.Situazione gravissima anche nei locali del Pronto soccorso, con una temperatura all’interno degli ambienti di 42° gradi ed in alcuni momenti (è successo davvero) con 14 ambulanze parcheggiate all’esterno sotto il sole, costrette a restare ferme perché impossibilitate ad affidare i propri trasportati, a temperature roventi senza condizionamento, con all’interno degli stessi locali altre 200 persone che attendevano il proprio turno. Conosciamo la solita storia della carenza di medici ma non riusciamo a capire - si chiedono i due sindacalisti - dove sia finito il personale barelliere/ausiliario, visto che il Pronto soccorso deve far fronte alle necessità con 3/4 unità. Forse sono stati destinati ad altri contesti all’interno della struttura? Oppure ci sarà una carenza cronica anch’essa già denunciata decine di volte?».
PRONTO SOCCORSO SEMPRE PIU' BISTRATTATO - «Vorremmo capire poi, il perché ci sia un tale accanimento nei confronti del personale del Pronto soccorso, da sempre costretto ad agire in condizioni disumane, con conseguente stress da lavoro correlato e stress termico, per poi essere portato alla gogna mediatica allorquando si sospetti di possibile errore. Potremmo continuare - proseguono i due esponenti UIl - con il problema ascensori a tutt’oggi irrisolto (sai mai, continuando ad evidenziarlo, qualche anima pia prima o poi si metta una mano sulla coscienza attivandosi in qualche maniera), che è addirittura peggiorato. Il personale di Sanitaservice addetto alle mansioni di ascensorista, a causa della carenza di personale di supporto è stato destinato ad altro incarico con conseguenti situazioni che creano disagio e rischi alla salute pubblica. Ascensori di utilizzo riservato vengono sfruttati dall’utenza intera con blocco o ritardo per il trasporto di ricoverati urgenti e no. Vengono meno i percorsi di pulito e sporco allorquando tutti gli ascensori vengono utilizzati per tutto e tutti, con gravi rischi di infezioni durante il trasporto o trasferimento di utenti/pazienti anche affetti da patologie particolari. Senza parlare delle barriere architettoniche presenti in ogni presidio e struttura della Asl, che prima di chiunque altro dovrebbe promuoverne l’abbattimento visto che le strutture - si legge tra le altre cose nella nota Uil - sono piene di elementi che impediscono, limitano e rendono difficoltoso lo spostamento o addirittura la fruizione dei servizi, soprattutto per le persone con limitata capacità motoria.
DECLINO ESPONENZIALE -  «Cosi, nell’indifferenza più totale, continua il declino esponenziale della sanità pubblica, nel silenzio dei vertici regionali in linea con una politica di abbandono della sanità brindisina, con preoccupanti dichiarazioni in antitesi rispetto a quanto vissuto nella realtà, binari distanti anni luce, purtroppo. Intanto - concludono Caliolo e Facecchia - attendiamo il nuovo Direttore generale speranzosi; perché oramai non ci resta altro che sperare in questa enorme desolazione».
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