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A Barletta ristoranti «sold out». Gestori soddisfatti: «Segnale incoraggiante e una boccata d’ossigeno»

Adriano Antonucci

Nei primi due mesi dell’anno in città si sono registrate 9.000 presenze complessive e 3.700 arrivi totali. Le associazioni di categoria: «Noi siamo un presidio di socialità»

Fine settimana di Pasqua all’insegna del tutto esaurito. Sono stati giorni positivi per il settore ristorazione della città di Barletta. «Il weekend di Pasqua - hanno affermato il referente Fipe Confcommercio Antonio Quarto e il referente Ape Barletta, Andrea Conteduca - ha fatto registrare il tutto esaurito nella quasi totalità delle attività di ristorazione del territorio».

Questo dato viene definito dai ristoratori «un segnale incoraggiante, che in un periodo non certo privo di difficoltà rappresenta una vera boccata d’ossigeno per il settore» e va a fare da contraltare a quelli in chiaroscuro del turismo.

Secondo quanto emerso dalla piattaforma regionale Dms, infatti, nei primi due mesi dell’anno, Barletta ha fatto registrare 9.000 presenze complessive e 3.700 arrivi totali, numeri che confermano una discreta tenuta del comparto, ma che evidenziano anche alcune criticità. Il turismo nella città della Disfida è trainato soprattutto dal mercato interno, con 7.500 presenze italiane, mentre si fermano a 1.500 le presenze straniere, segnale di un flusso internazionale ancora debole. La tendenza è stata confermata per Pasqua, ma non ha coinvolto i ristoratori che hanno accolto nelle proprie attività famiglie provenienti da ogni parte d’Italia, qualche straniero e molti barlettani di rientro per le festività dai luoghi di lavoro nel nostro Paese e nel mondo. Quest’ultimo segmento, per i referenti Fipe e Ape, rappresenta probabilmente uno dei fattori che maggiormente ha inciso nel sold out delle festività pasquali.

La riflessione dei ristoratori va, però, oltre quelli che sono i numeri registrati. «Al di là dei numeri - hanno evidenziato Quarto e Conteduca - questi giorni ci ricordano il valore autentico della ristorazione: non solo un’offerta gastronomica, ma un presidio di socialità, un luogo dove le persone si ritrovano, condividono, celebrano. È questo il ruolo che bar, ristoranti e pubblici esercizi svolgono ogni giorno nelle nostre comunità, e che merita di essere riconosciuto e sostenuto con politiche adeguate».

Le affermazioni dei due rappresentanti di categoria allargano il raggio e riconducono a quelle che sono le iniziative di promozione del territorio, in particolare del centro storico, cuore della movida e delle attività ricettive insieme alle litoranee, pronte a partire con le attività della stagione primaverile-estiva. Nei mesi scorsi, proprio in occasione dell’avvio del dialogo, poi culminato in un percorso comune, tra Confcommercio e residenti del centro storico per una movida maggiormente sicura e rispettosa delle regole, lo stesso Quarto aveva sollevato il tema dello sviluppo sostenibile della parte vecchia della città.

«Le amministrazioni - ha sottolineato il referente Fipe - hanno strumenti importanti, come gli sgravi fiscali per incentivare piccoli negozi, artigianato e commercio di prossimità: questo avviene in tante città. Noi vogliamo promuovere un modello equilibrato, in cui anche i locali abbiano un senso, ma sempre nel rispetto delle regole».

Questa idea trova concreto riscontro in Cities, progetto realizzato da Confcommercio per sostenere la rigenerazione urbana e valorizzare le economie di prossimità. Connettendo territori, imprese e comunità e rafforzando il ruolo del terziario di mercato come motore di sviluppo urbano, l’obiettivo è quello di arrivare alla costruzione di città più vivibili, attrattive e sostenibili. Nei giorni scorsi, proprio seguendo le linee guida del progetto Cities, il presidente di Confcommercio Barletta Francesco Divenuto ha annunciato una richiesta di incontro all’amministrazione comunale al fine di avviare un percorso che possa rilanciare definitivamente il commercio cittadino ed allo stesso tempo rendere il territorio maggiormente attrattivo.

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