l'intervista
Referendum, il procuratore Nitti (Trani): «Il successo alle urne? Merito anche degli avvocati con l’anima»
«Era evidente che non vi fosse una chiara percezione della gravità della riforma. Occorreva che qualcuno cominciasse a spiegarla ai cittadini»
«La riforma Nordio è stata respinta da una chiara maggioranza di elettori che hanno avuto e sempre avranno a cuore la Costituzione»: così il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti commenta la vittoria del No al referendum sulla Giustizia.
«Ha vinto il No - la sua prima osservazione - nonostante la fretta con cui è stato imposto che si votasse prima possibile e nonostante sia stato impedito il voto dei fuori sede. Hanno provato a stravolgere la Costituzione per lasciare mani libere alla politica, ma i cittadini hanno capito e hanno detto in modo chiaro no». Il procuratore riconosce all’avvocatura un ruolo decisivo nell’esito del voto, ma con una distinzione netta: «Alcuni avvocati hanno provato a sminuire il ruolo stesso della categoria, per fare credere che la giustizia fosse tutta una faccenda di errori di magistrati, arrivando persino a falsare i dati reali su quegli errori. Un’altra parte dell’avvocatura, devo dire con l’anima, ha preteso il rispetto di quel ruolo e ha avuto un’importanza rilevante in questo risultato».
Sul perché abbia scelto di esporsi così apertamente, Nitti è chiaro: «Era evidente che non vi fosse una chiara percezione della gravità della riforma. Occorreva che qualcuno cominciasse a spiegarla ai cittadini. Il rischio era che qualcuno ci etichettasse come impegnati nella politica - ciò che io non ho mai fatto -, e poi difendere la Costituzione chiama inevitabilmente ciascuno di noi». Il giudizio si allarga poi al disegno riformatore nel suo complesso: «L’intero progetto di riformare la Costituzione nei suoi cardini principali ha avuto, credo, una pesante battuta di arresto - è il pensiero di Nitti -. I cittadini hanno capito che la Costituzione antifascista va difesa dalla tentazione di creare un sistema in cui si finisce, in maniera semplicistica, per dare il potere a uno soltanto». Il voto, però, non chiude i conti con i problemi strutturali della giustizia: «Le criticità ci sono e devono essere affrontate - riconosce il capo della Procura tranese -. Ma quando finalmente il governo ha dato risorse alla giustizia, noi siamo riusciti a ridurre i tempi del processo. Per le indagini preliminari la Procura di Trani ha oggi tempi tra i migliori in assoluto. Risultati frutto di uno sforzo enorme, ma non basta ancora».
Quanto al momento più significativo dell’intera campagna referendaria, «l’ultima sera prima del silenzio elettorale ho ripercorso il dialogo avvenuto nell’assemblea costituente - fa sapere Renato Nitti - tra persone come Togliatti, Francesco Saverio Nitti e Calamandrei. Tutti diversissimi per provenienza, ma uniti da un’unica prospettiva. Ebbene, vedere tra i presenti persone commosse nell’ascoltare quelle parole, con la consapevolezza che qualcuno stesse tentando di demolire un cardine importante della Costituzione, mi ha molto colpito. Abbiamo una ricchezza nella Costituzione: dobbiamo rendercene conto e ripartire esattamente da quella».