i lavori
Nuovi fondali e moli più lunghi, il porto di Barletta prende il largo
Opere da 40 milioni. Il presidente Mastro: «Potenzieremo i traffici»
Il ruolo strategico del porto di Barletta nel mare Adriatico meridionale è pronto a rafforzarsi. Nello scalo marittimo barlettano sono, infatti, in corso ed in programmazione, opere per un valore di oltre 40 milioni di euro che ne andranno a migliorare la funzionalità. Dragaggio dei fondali, prolungamento dei moli, consolidamento della banchina 3, ma anche restauro del faro napoleonico e interventi per la messa in sicurezza del braccio di Levante: l’impegno dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale è a 360 gradi.
Si parte dal dragaggio dei fondali. I lavori, finanziati con 6 milioni di euro di fondi Por Puglia 2014-2020 e risorse Adspmam, si sono conclusi da poco. Avviate nel marzo del 2024, le operazioni hanno riportato il fondale alla quota preesistente di otto metri rispetto al livello del mare, garantendo l’accesso in porto anche a navi con stazza di 10.000 tonnellate. «Quest’opera, ha spiegato il presidente dell’Autorità di Sistema, Francesco Mastro - è propedeutica a tutti gli altri interventi in programma, primo fra tutti quello di allungamento dei moli foranei».
A proposito dei moli, il via alle operazioni è previsto a breve. A inizio gennaio 2026, il «no» del Consiglio di Stato al ricorso della Rti seconda classificata ha chiuso un lungo iter giudiziario sbloccando un impasse che durava da un anno. Gli interventi previsti, la cui durata sarà di circa un anno e mezzo, sono: l’allungamento del molo di Ponente di circa 500 metri in modo da raggiungere la lunghezza complessiva di 805 metri prevista dal piano regolatore portuale vigente ed il prolungamento del molo di Levante di circa 140 metri. Per la realizzazione del prolungamento del molo di Ponente è stato stimato un quadro economico di spesa pari a 38 milioni di euro di cui 34 milioni circa per lavori e 4 milioni per somme a disposizione dell’amministrazione. Tale cifra, è ricavata dai circa 20 milioni stanziati in seguito al decreto ministeriale 332 del 17 agosto 2021, cui vanno aggiunti i 5 milioni derivanti dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 ottobre 2020.
Sono state previste, inoltre, risorse per 13 milioni di euro a completare l’intera opera, compreso il molo di Levante, rivenienti dall’accordo di coesione per la Regione Puglia. Nei mesi di stop causati dai ricorsi sono state già effettuate le indagini geognostiche e quelle belliche ed ora si attende la consegna del cantiere. «Su questo intervento - ha evidenziato Mastro - mi preme sottolineare un aspetto: i nostri uffici tecnici sono altamente competenti. Anche grazie al loro grande lavoro i ricorsi sono stati respinti». Altro intervento in corso è quello di consolidamento della banchina numero 3, finanziato dall’Adspmam con 2 milioni di euro e praticamente concluso dopo circa 3 anni di lavori.
Tra le opere in fase di progettazione spicca, invece, il restauro del faro napoleonico. Progettato dall’architetto barlettano Luigi Domenico Chiarielli, il faro fu realizzato nel 1750 e successivamente adeguato nel 1807 per volere di Giuseppe Napoleone. In disuso dal 1959, ora potrà tornare in vita grazie ad un investimento Adspmam di 2 milioni di euro. «Quest’opera - ha evidenziato Mastro - la considero un regalo alla città, ho sentito di agire in continuità rispetto a quanto avviato da Ugo Patroni Griffi». La realizzazione di tutti gli interventi porterà lo scalo marittimo barlettano ad una crescita importante. «Intendiamo far potenziare i traffici per dare lustro e dignità alla città, ma anche per far crescere il porto in termini economici».
Commercio e non solo. Mastro ha, infine, assicurato un grande interesse anche per il diporto, con novità attese a breve.