il caso
Discarica «Cobema», la Regione stoppa il collaudo dei lavori e si allinea ai diktat della Procura di Trani
L'impianto di Canosa è una bomba ambientale: il procuratore Nitti ha segnalato gli esiti dell'incidente probatorio del 2022. Nasce una cabina di regia
I lavori di bonifica messa in sicurezza non hanno risolto i problemi ambientali della discarica Cobema di Canosa. Ed è per questo che ad occuparsene sarà ora una cabina di regia, istituita dalla Regione per «allinearsi» a quanto chiesto dalla Procura di Trani, che a gennaio aveva segnalato il rischio di «parcellizzazione» dei diversi procedimenti in corso sull’impianto di contrada Tufarelle: dalla procedura di infrazione Ue all’individuazione del responsabile dell’inquinamento fino, appunto, alle operazioni di chiusura della discarica oggetto di un procedimento penale in cui la stessa Regione è parte civile (con l’avvocato Francesco Marzullo).
Ieri la giunta regionale ha dunque affidato a una cabina di regia il compito di garantire un «presidio istituzionale» per portare avanti tutti i procedimenti, con la possibilità di «interloquire con rappresentanti e consulenti nominati dall’autorità giudiziaria». Lo stesso procuratore Renato Nitti, che ha firmato la lettera indirizzata anche al ministero dell’Ambiente, lo scorso anno era stato ascoltato in commissione regionale.
La chiusura definitiva della discarica doveva essere inizialmente completata entro maggio 2025 (ora la nuova data è settembre 2026), ma gli interventi non sono mai stati collaudati. «Le indagini tecniche eseguite nell’ambito dell’incidente probatorio (davanti al gip di Trani, ndr) hanno accertato una compromissione del sottosuolo causata dalla probabile perdita del percolato dal fondo della discarica», ha ricordato la Procura evidenziando anche il superamento delle soglie di inquinanti nei pozzi spia. Una situazione di cui ha preso atto anche la ex Provincia Bat, che il 17 febbraio ha emesso una ordinanza in cui ordina alla Cobema di mettere in atto misure urgenti per la messa in sicurezza. Anche questo provvedimento finora è rimasto lettera morta. [m.s.]