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Andria, sequestrata l’ex discarica Fratelli Acquaviva, rifiuti pericolosi sotto materiale inerte

Aldo Losito

La scoperta durante le fasi di bonifica. Nessuno sapeva dei sigilli apposti

Una nuova bomba ecologica potrebbe esplodere ad Andria. E’ stata sottoposta a sequestro penale la ex discarica Fratelli Acquaviva, che per anni ha accolto rifiuti inerti, e (a quanto pare) non solo quelli. A scoprirlo sono stati casualmente i tre consiglieri comunali di opposizione, Pietro Di Pilato, Doriana Faraone e Nicola Civita.

Un atto che risale a due settimane fa, e che è stato eseguito dai Carabinieri del Noe su disposizione della Procura di Trani. Fino a ieri mattina, però, non se ne sapeva nulla e anche l’amministrazione comunale era all’oscuro di tutto, visto che a gestire la messa in sicurezza della discarica è l’Agenzia per la gestione dei rifiuti della Regione Puglia.

Il sito che si trova alla periferia Nord di Andria, è situato vicino alla discarica comunale San Nicola La Guardia, ed era entrato in procedura di infrazione europea perché non in sicurezza. La palla era passata all’Ager, che nel 2022 aveva definito il progetto per metterla al sicuro. I lavori sono partiti un mese fa ad opera della ditta Biwind, che sotto il primo strato di rifiuti inerti avrebbe rilevato la presenza di altro materiale pericoloso, probabilmente di origine ospedaliera. Così è stata prontamente avvertita l’Ager della situazione, è scattata la denuncia alla Procura che, con i Carabinieri del Noe, ha posto i sigilli.

«Ci siamo recati per una verifica esterna circa lo stato di avanzamento dei lavori per l’ex discarica Fratelli Acquaviva – raccontano i tre consiglieri -. Immaginate la nostra sorpresa quando, arrivati davanti al cancello della cava/discarica di inerti, non solo dall’esterno non abbiamo visto tracce della attività di bonifica, ma sul cancello di accesso abbiamo notato un cartello del sequestro. Cosa è successo di così grave per giungere a questo punto? Siamo preoccupati da questa scoperta, anche perché nessuna notizia è stata diffusa al riguardo. Chiediamo spiegazioni in primis all’amministrazione comunale per i rischi che corre la cittadinanza. E poi se e quando riprenderanno i lavori di bonifica».

Di tutto questo non ne sapeva nulla l’amministrazione comunale. C’è stato un difetto di comunicazione da parte dell’Ager, o gli uffici comunali si sono persi qualche nota?

«Le operazioni di messa in sicurezza e chiusura definitiva sono in carico ad Ager e il Comune di Andria non svolge alcun ruolo attivo – sottolinea l’assessore comunale alla Qualità della vita, Savino Losappio -. Sono certo che le indagini avviate consentiranno di far luce in merito sia alle responsabilità sia alle conseguenze derivanti da questi sversamenti illegittimi. Nel contempo spero che le indagini siano concluse in tempi brevi al fine di consentire ad Ager di poter riavviare i lavori ed evitare il rischio di perdere il finanziamento ottenuto. Da parte nostra offriremo ampia collaborazione alle autorità e vigileremo sul buon esito dei lavori. In ben altra situazione si trova la discarica comunale di San Nicola la Guardia le cui operazioni di messa in sicurezza e chiusura definitiva sono state già effettuate a cura del Comune di Andria, quindi siamo in attesa del solo collaudo».

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