L'emergenza
Coronavirus, nella Bat 12 parroci contagiati
Il vescovo tranquillizza: stanno tutti bene
Nonostante le misure anticontagio il Coronavirus non risparmia sacerdoti e nemmeno gli ambienti giudiziari. Sono dodici i parroci colpiti nella provincia di Barletta, Andria, Trani: due nell’Arcidiocesi di Trani, Barletta e Bisceglie, dieci alla Diocesi di Andria, Canosa e Minervino Murge. Ad Andria, invece, il contagio è avvenuto presso la Casa del Clero, dove i sacerdoti risultati positivi al test vivono in maniera comunitaria, «I sacerdoti stanno tutti bene: alcuni sono asintomatici e altri con sintomi lievi. Nessuno grazie a Dio è in una situazione di gravità», ha sottolineato il vescovo mons. Luigi Mansi.
Ieri, intanto, le udienze fissate dinanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Trani sono state rinviate in blocco ad altra data. I tre componenti del collegio ed il cancelliere d’udienza erano fare il tampone. In aula, per rinviare i processi, il presidente del Tribunale, Antonio De Luce. Analoga situazione si è verificata, la settimana scorsa, alla sezione gip-gup per un caso di positività. I cancellieri sono in quarantena fiduciaria-precauzionale. Il procuratore della Repubblica Renato Nitti, in un messaggio inviato al presidente dell’ordine degli avvocati Tullio Bertolino in merito alla notizia di voci di allarme per numerose positività tra magistrati e personale e della presunta situazione fuori controllo nei palazzi di giustizia tranesi ha definito «la situazione meno grave sebbene comunque allarmante». Da ieri in isolamento, e lo sarà sino all’esito del tampone, un’unità amministrativa della sezione lavoro a causa di un cosiddetto «stretto contatto». Nel frattempo è stata disposta la sanificazione degli uffici.
«Finora non sono mai stati accertati casi di contagio avvenuti negli uffici giudiziari. L’attenzione che stiamo avendo a monitorare anche i contatti stretti dei contatti stretti dei positivi ha elevato l’attenzione ulteriormente. L’Asl sta efficacemente supportando questa procedura che, in modo mirato, prevede isolamento/quarantena e tamponi (antigenico e molecolare) anche agli stretti contatti. Prevede inoltre la sanificazione, spesso resa possibile dalla collaborazione degli enti locali. Ciò finora ha consentito di reagire individuando, isolando e cinturando i casi. Non abbiamo seguito la linea di chiedere in una soluzione tamponi per tutti e disporre sanificazione di tutto; linea forse neppure sostenibile per un solo giorno e soprattutto che non offre certezze neppure per il giorno successivo. Non abbiamo chiesto alla Asl ciò che peraltro, senza reale e stabile beneficio per noi, creerebbe sicuramente un dannoso rallentamento dello stesso servizio per tutti gli altri cittadini».