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Basilicata, in fumo 600 posti di lavoro nell’agricoltura «stagionale»

ANTONELLA INCISO

Il caro carburanti mette a rischio la raccolta delle fragole

Una forbice che varia tra i cinquecento ed i seicento posti di lavoro stagionali. È quella sui posti di lavoro che non sono stati occupati degli addetti stagionali in Basilicata in queste ultime settimane a causa dell’aumento del costo del gasolio legato alla guerra in Iran. È il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano, a dare i numeri di quella che è una nuova scure che si sta abbattendo sull’agricoltura lucana. Una situazione complessa dove l’aumento del costo del gasolio si riverbera non solo sui trasporti ma anche su concimi ed occupati.

“C’è allarme. Le aziende sono in crisi, in particolare quelle agricole. Lo percepiamo soprattutto nel Metapontino. l trasportatori stanno avendo difficoltà sia nel reperimento dl carburante sia per la lievitazione del prezzo. Gli agricoltori stanno riducendo la forza lavoro perché non riescono a vendere i prodotti considerato che con i prezzi rialzati il mercato non li assorbe” sottolinea Giordano che spiega anche come questo incida tantissimo, specialmente nel Metapontino dove ci sono le coltivazioni di fragole”.

“Soprattutto in queste settimane, il tempo ha inciso ed ha obbligato gli agricoltori ad utilizzare un maggiore quantitativo di gasolio per il riscaldamento delle serre. Le fragole, ad esempio, con l’eccessiva umidità stanno andando a male, per questo gli agricoltori sono costretti ad accendere i riscaldamenti per favorire la deumidificazione. Lo stesso vale per le altre coltivazioni e questo incide” aggiunge ancora il sindacalista che evidenzia pure come siano aumentati pure i fertilizzanti.

“Quindi, le aziende sono obbligate a ridurre la manodopera cercando di stare nei prezzi e nei costi, controsenso che viene agevolato dall’import. Sono tra i 500 ed i 600 i posti di lavoro stagionali persi. Ecco perché per l’agricoltura lucano è un momento complesso” conclude Giordano. D’altra parte, che l’aumento del costo del gasolio e del gas stia impattando pesantemente sulle aziende agricole lucane lo conferma anche il presidente di Confagricoltura, Francesco Battifarano.

“Il rincaro del diesel è evidente. Il diesel agricolo ha avuto aumenti del 15 per cento. Immediatamente non ci sono effetti dirompenti ma si consolideranno perché oltre al diesel ci sono i concimi che non vengono prodotti in Italia. Tra 15 giorni sono stati preannunciati anche per questo rincari del 15 per cento. E la situazione è critica e complessa perché per la ripersa vegetativa servono concimi” commenta il presidente Battifarano che dice che agricoltori vivono “una fase di incertezza massima” e sono “molti preoccupati” ma “provano a stemperare cercando di essere prudenti”. Una prudenza che si sostanza, in particolar modo negli acquisti, come confermano gli esempi.

“Se ieri se mi servivano 10 quintali di diesel ne prendevo 15 di quintali, oggi se mi servono dieci quintali ne prendo dieci se non 7. Ora andiamo sotto i fabbisogni, cerchiamo di ridurre le spese, ma questo non è sano, è un’attività di paura, è una situazione di freno a mano tirato” sostiene ancora il presidente di Confagricoltura che, però, oltre ad evidenziare le criticità (“il costo in più si riversa sulle merci con un effetto a valanga e ci sono una serie di rincari”) mette sul tavolo anche una possibile soluzione ossia “una riduzione totale delle accise”. Il modo per il presidente di Confagricoltura Basilicata per consentire alle aziende lucane e non solo di affrontare il caro carburanti.

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