POTENZA - La guerra in Ucraina, l’impennata dei costi sulle materie prime, fattori che hanno scompaginato i fiorenti mercati del Nord Europa ed ora anche il rischio di una bolla economica in Cina che potrebbe avere gravi ripercussioni internazionali.
Il Distretto del Mobile Imbottito della Murgia, che aveva mostrato forti segnali di ripresa dopo l’emergenza pandemica, guarda con forte interesse all’evoluzione degli scenari geopolitici globali.
Il monitoraggio dei distretti industriali del Mezzogiorno, condotto dalla direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, relativo al primo trimestre del 2023 l'export dei distretti industriali del Mezzogiorno e diffuso nei giorni scorsi, ha attestato una performance negativa a doppia cifra per il Distretto del Mobile Imbottito della Murgia: -19,7%. Soltanto un anno fa l’area produttiva che gravita tra Matera, Santeramo ed Altamura viaggiava con il vento in poppa, facendo segnare secondo il report condotto sempre da Intesa Sanpaolo un +33,3% nel primo trimestre. Cosa ci si può aspettare alla luce di questo dato non certo confortante alla ripresa della pausa estiva?
«Mi aspetto un autunno molto molto caldo», taglia corto Saverio Calia, presidente della sezione Legno e Arredo di Confindustria. «Sicuramente va monitorata la situazione della bolla immobiliare della Cina, un paese che è fortemente coinvolto nei processi economici internazionali. Quanto alla performance negativa del Distretto del mobile imbottito inutile negare che il calo c’è stato. Il significativo aumento delle materie prime - sottolinea Calia - ha comportato un aumento inevitabile dei listini, peraltro non ben recepito dalla clientela. Va poi considerato un altro fattore ovvero quello della concorrenza dei paesi dell’Europa dell’est che stanno lavorando a prezzi che definire competitivi è poco. La guerra in Ucraina, inoltre, non aiuta le nostre aziende. Registriamo tendenzialmente un calo da quelli che erano le nazioni di riferimento del nostro mercato: Belgio, Francia, Regno Unito. Di contro abbiamo avuto una buona performance negli Stati Uniti».
«L’auspicio - dichiara Piero Stano, presidente di Ego Italiano - è che possa esserci una ripresa economica in autunno che possa bilanciare il segno negativo degli ultimi mesi. Per quanto ci riguarda, infatti, registriamo un calo del fatturato rispetto allo scorso anno di circa il 10 per cento. Ma a preoccupare non è soltanto l’andamento del primo trimestre del 2023 come certificato da Intesa Sanpaolo ma anche il trend dei mesi estivi. In generale abbiamo registrato una contrazione degli ordini dagli Stati Uniti ma anche da Belgio, Inghilterra paesi che rappresentano una base solida delle nostre esportazioni. La guerra tra Russia e Ucraina e la crisi economica sono due fattori che pesano sulle vendite del prodotto. Il calo è a livello mondiale e se prima avevamo portafogli di ordini spalmati su cinque - sei settimane adesso si lavora sulle richieste che arrivano settimanalmente. Va pure rimarcato che dopo il Covid, che ha avuto notevoli ripercussioni sulla produzione e sulle vendite, abbiamo lavorato tantissimo».
Il clima di incertezza che aleggia sull’Europa e anche sull’Asia non impedisce ad alcune aziende del Distretto del Mobile Imbottito di provare a disegnare strategie anche a lungo termine. «Ego Italiano - afferma Stano - ha stipulato un accordo con un partner cinese per l’apertura di tre show room in Cina. Si tratta di un investimento sviluppato in proiezione futura in quanto l’obiettivo è di aprirci, dall’osservatorio cinese, una finestra sul mercato indiano che ha davvero grossissime potenzialità».














