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«I progetti sul commercio
solo con gli amici degli amici»

L'intervento di Pino Aquilino, titolare della storica gioielleria in via Sparano e presidente nazionale Federpreziosi Confcommercio

centro di Bari

Il commercio e la città, la città e il commercio. Non c’è progetto cittadino che si possa avviare senza tener conto della preponderante natura commerciale. Benny Campobasso, presidente Confesercenti Puglia, ha aperto il dibattito sul futuro del commercio, strettamente connesso alla rigenerazione urbana sottolineando quanto, per chi voglia investire nel Murattiano, sia necessaria una visione d’insieme. Ospitiamo l’intervento di Pino Aquilino, titolare della storica gioielleria in via Sparano e presidente nazionale Federpreziosi Confcommercio.

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Partendo dalle considerazioni fatte sulla Gazzetta dai colleghi Campobasso, Carli e Liuni, vorrei analizzare lo stato del commercio della nostra città che ormai langue nelle periferie ma soprattutto nel murattiano.
Le cause secondo me partono da lontano, da quando si decise il trasferimento dei grossisti di via Melo ed Argiro a Casamassima; da lì si è via via affievolito il flusso della clientela della provincia e delle regioni limitrofe, che hanno reso vivace e produttivo il commercio di questa città. Da allora colpevolmente non si è mai fatta una seria programmazione della città, perché quei flussi venuti a mancare fossero sostituiti da altri, con attrattive culturali e di intrattenimento ad alto livello.
Come si può pensare di identificare Bari città Metropolitana e città simbolo della nostra regione se non si riesce a fare dei cartelloni attrattivi o eventi di valenza nazionale; ha ragione la Carli quando parla di occasionali saltimbanchi da sagra paesana (senza offesa per i paesi) e poco adeguati al valore che giustamente merita una strada simbolo quale è via Sparano.

A chi addebitare le responsabilità? Certamente a noi operatori del commercio ma anche alle Amministrazioni cittadine che si sono succedute nel tempo. A noi commercianti per essere stati poco incisivi nel sollecitare gli amministratori a collaborare sullo stesso tavolo al momento di decidere programmazione ed investimenti per la città. Alle Amministrazioni per essere state poco attente al fenomeno ed arroganti nel pensare che potevano decidere da sole.

Certo è difficile riparare alle mancanze del passato, «ormai i buoi sono usciti dalla stalla!», ma ciò non toglie che abbiamo il dovere di provarci e questa volta farlo tutti insieme e non solo «con gli amici degli amici».
È lodevole il rifacimento di via Sparano, i lavori agli impianti sotto strada erano urgenti ed improrogabili, si sta realizzando un’agorà, una piazza dove la gente passeggia agevolmente senza salire e scendere marciapiedi. Ora appare più una grigia autostrada che la via più importante della città, ma ovviamente potremo esprimerci compiutamente solo a fine lavori.
Certamente sono auspicabili un po’ di colore, fiori, cestini per carte e mozziconi di sigaretta, senza dimenticare pulizia e vigilanza.

Per quanto riguarda la pedonalizzazione delle strade adiacenti via Sparano, fatta a macchia di leopardo, sembra anche questa frutto di approssimazione e non di seria programmazione. La pedonalizzazione del Murattiano non può e non deve essere fatta, se non dopo aver risolto il problema serio e grave dei parcheggi e dopo aver sistemato la viabilità di accesso. Perché piaccia o no le auto esistono e non le possiamo sopprimere, dobbiamo essere realisti e pensare a residenti e avventori, non bastano i parcheggi periferici con bus navetta, non sorvegliati e in zone poco sicure; purtroppo non possiamo immaginare che una cliente con figli al seguito, pacchi e buste, possa prendere il bus, come non possiamo immaginare acquirenti di merci di valore che prendano il bus navetta per recarsi in parcheggi pieni di pericoli.
Purtroppo checché ne dicano le statistiche la delinquenza spicciola, quella di scippi e furti, non si è mai fermata, ahimè il nostro è un paese dove manca la certezza della pena, e la maggior parte delle volte il lodevole lavoro delle forze dell’ordine viene vanificato.
Certo i temi da affrontare sono molteplici e, come dice l’amico Liuni, «meditiamo finché siamo in tempo». Io aggiungerei: rimbocchiamoci le maniche e agiamo tutti insieme seriamente, con intelligenza e con l’amore che abbiamo per la nostra città.
[Pino Aquilino]

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Commenti all'articolo

  • MarcoG.

    10 Novembre 2017 - 20:08

    E se il commercio tradizionale, quello in negozio, esperienza umana e multisensoriale ineguagliabile, incontrasse il commercio online? A mio avviso si tratta di due facce della stessa medaglia. Marco Guaragnella

    Rispondi