Martedì 16 Ottobre 2018 | 04:17

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l'iniziativa

Un taglio di capelli
per tornare a sognare

Una scommessa rivolta alle donne senza fissa dimora di Bari per restituire loro dignità e coraggio

parrucchiere

di ANTONELLA FANIZZI

Anche un taglio di capelli può rappresentare un segnale di rinascita. Riscoprire il piacere di guardarsi allo specchio può diventare il primo passo sulla strada del recupero della propria identità e persino della propria dignità. È questo l’obiettivo di «Bellissima», l’iniziativa promossa dall’Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni ferroviarie italiane, che a Bari è organizzata in rete con l’assessorato al Welfare.

Da oggi, per quattro martedì consecutivi, dalle 15 alle 19 nei locali del centro diurno Area 51, in corso Italia 81, un esperto in materia di acconciature fornirà consulenze d’immagine individualizzate e, su richiesta delle donne, effettuerà tintura, taglio e messa in piega, in base alle diverse esigenze.

È rivolto alle ospiti del centro il progetto che ha l’ambizione di contribuire a restituire alle donne che hanno perso la casa, e che di sera vengono ospitate nei dormitori pubblici, oppure che vivono nei tuguri, la voglia di rimettersi in piedi e di uscire allo scoperto.

Sono 25 le donne che ogni giorno pranzano e utilizzano i servizi di Area 51 (il 12,5% degli utenti in maggioranza perciò uomini) e che hanno perso ogni punto di riferimento. Il numero delle donne malate di solitudine è addirittura più che raddoppiato negli ultimi quattro anni: nel 2014 nel centro per i senza fissa dimora è stata registrata una media giornaliera di 16 donne, nel 2017 gli accessi sono diventati una quarantina. Di questi 25 sono contatti stabili. Si tratta di donne dai 45 ai 55 anni che risiedono a Bari o in provincia, disoccupate e con matrimoni falliti alle spalle. Qualcuna ha figli ormai grandi che vivono altrove, molte non hanno più contatti con la famiglia di origine. Spesso è la perdita del lavoro da parte del compagno a far precipitare nella depressione le donne che, in situazione di grandi difficoltà, smarriscono autonomia, indipendenza e amor proprio. Soltanto in poche non si arrendono e si aggrappano a ogni stimolo che possa servire a ritrovare la capacità di occuparsi di se stesse e degli altri.

Va in questa direzione pure la scelta di distribuire un kit di bellezza che contiene shampoo, balsamo, detergente per il viso, smalto, spazzola, pettine e pinze per i capelli.

Chi non ha più una casa viene spesso giudicato e incolpato per la situazione di disagio di cui è vittima. Alle donne vengono appiccicate etichette negative che rendono difficile la richiesta d’aiuto.

«L’iniziativa “Bellissima” - spiega l’assessore al Welfare Francesca Bottalico - è importante sotto il profilo del benessere, ma soprattutto del recupero dell’autostima. I percorsi di inserimento occupazionale passano dalla ritrovata capacità di prendersi cura di se stessi».

Già lo scorso anno, in occasione della festa della donna, un parrucchiere ha regalato alle donne di Area 51 un taglio e il colore dei capelli. Una giornata particolare che è servita a far respirare pillole di normalità a chi tira avanti nonostante il senso di oppressione che rende grigie le ore, i giorni, le settimane, i mesi, gli anni.

Dice l’assessore Bottalico: «Questa iniziativa, sponsorizzata da Ferrovie dello Stato, si inserisce nel percorso educativo e sociale che da tempo stiamo portando avanti e in parte anticipa il primo piano del contrasto alla grave marginalità adulta che presenteremo nelle prossime settimane. È sempre più necessario ripensare agli interventi sociali a partire dalla centralità delle persone, specialmente quelle in situazione di maggiore vulnerabilità, come appunto i senza dimora, cogliendo la complessità della vita di ciascuno nelle sue dimensioni più profonde, a partire dalle cause, dalle scelte, dalle storie e dal loro sistema di rappresentazione dei bisogni, che spesso si trasforma in rifiuto di ogni tipo di presa in carico. Fino a un decennio fa, la maggior parte di coloro che vivevano per strada lo faceva per scelta, adottando uno stile di vita che non lasciava più spazio alla vita condotta in passato. Da qualche tempo questo fenomeno ha subito delle trasformazioni, dovute specialmente alla crisi economica, al frammentarsi dei legami sociali e familiari e, talvolta, a eventi traumatici che hanno causato la volontà di auto-annullarsi e perdere la propria individualità. È necessario ripartire pertanto da se stessi, ricostruire la fiducia e ritrovare la volontà di riprendere in mano la propria vita, a cominciare dalla cura del sé e della propria dimensione personale. Solo in questo modo, insieme, sarà possibile costruire un reale percorso di reinserimento sociale, lavorativo, abitativo, diverso per ciascuno a seconda delle capacità e potenzialità».

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