Venerdì 18 Gennaio 2019 | 01:18

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«Regione Puglia» Stipendio pieno per manager Asl

di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Torneranno a prendere lo stipendio pieno i nuovi manager Asl che la giunta Vendola si appresta a nominare. Ma dovranno essere più attenti dei loro predecessori agli acquisti di beni e servizi: potranno procedere autonomamente solo sinché la giunta non approverà il Piano regionale delle attività negoziali e saranno obbligati ad attenersi al Piano annuale che il governo intende varare
«Regione Puglia» Stipendio pieno per manager Asl
di BEPI MARTELLOTTA
BARI - Torneranno a prendere lo stipendio pieno i nuovi manager Asl che la giunta Vendola si appresta a nominare. Ma dovranno essere più attenti dei loro predecessori agli acquisti di beni e servizi: potranno procedere autonomamente solo sinché la giunta non approverà il Piano regionale delle attività negoziali e saranno obbligati ad attenersi al Piano annuale che il governo intende varare e che riguarderà la centralizzazione degli acquisti. In pratica: addio alle maglie larghe sulle «siringhe d’oro», ogni acquisto dovrà uniformarsi al costo standard e passare dalla centrale unica. Pena, la sfiducia del manager inadempiente. Sono alcune delle novità contenute nello schema di contratto per i manager Asl che ieri la giunta ha approvato. Il provvedimento, nel suo complesso, conferma i vincoli su mandato e obiettivi che vengono assegnati ai manager, sottoposti alla verifica di metà mandato, ma allarga la griglia della «giusta causa» per la quale il governatore può intendere interrotto il rapporto fiduciario. E, tra le novità, c’è appunto il giro di vite sugli acquisti, oltre che quello sulla «fedina penale»: basterà un semplice rinvio a giudizio per far decadere il mandato del direttore generale. Unica consolazione, come detto, la remunerazione: la decurtazione del 10% introdotta dal decreto nazionale del 2010 (recepito dalla Regione con delibera del 2011) decadrà a partire dal 31 dicembre prossimo. Insomma, le nomine del governatore arriveranno prima, certamente entro Natale, ma basterà firmare il contratto dal 1° gennaio - ormai alle porte - per non subire la sforbiciata e tornare dai 137mila euro medi attuali ai 152mila che erano in vigore a partire dal 2008. Sempre ieri la giunta ha approvato il regolamento sull’ob - bligo di trasparenza della situazione patrimoniale per tutti i titolari di incarichi politici (i consiglieri regionali eletti) e di esercizio di poteri di indirizzo politico (dirigenti regionali, manager delle Asl o delle società partecipate). Per tutti scatta l’obbligo non solo di pubblicare on line la dichiarazione dei redditi e il proprio stato patrimoniale, ma anche di dichiarare i regali ricevuti in corso di mandato per un valore superiore ai 200 euro. L’anagrafe degli eletti, insomma, sarà corredata da stipendi, beni immobili, auto e azioni in società, investimenti in titoli e compensi di altri incarichi. E le multe, nel caso di inadempienza, potrebbe rivelarsi salate: da un minimo di 500 euro ad un massimo di 10mila euro, a seconda della gravità della situazione. Sarà il «Responsabile della Trasparenza » (il direttore dell’Area personale Domenica Gattulli) a vigilare sull’osservanza delle prescrizioni e, nel caso di inadempienza, a comunicare al diretto interessato di provvedere entro i 15 giorni successivi alle correzioni o integrazioni, segnalando il caso all’ufficio contenzioso. Il tutto con procedure che saranno pubblicate e visibili nella sezione «Amministrazione trasparente», nella quale potrebbe finirci appunto il verbale di accertamento che l’uf ficio trasmetterà alla giunta e alla presidenza del consiglio regionale. La norma, nota sin dal 2013, ha spinto la stragrande maggioranza di manager e consiglieri regionali ad ottemperare alle prescrizioni. L’unico che, allo stato, potrebbe finire nelle forche caudine è il consigliere regionale Tato Greco: nel 2013 non ha pubblicato la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2012. Forse, sinché non entra in vigore il regolamento, fa sempre in tempo a provvedere.

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