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Bari, imponeva slot per arricchirsi bloccati otto milioni Rapina in centro scommesse arrestati tre pregiudicati

BARI – Nel mirino un imprenditore barese con precedenti per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni e sottoposto al regime di sorveglianza speciale. Tra i beni sequestrati una società immobiliare, una che si occupa di ristorazione, una che gestisce i servizi di portierato, un fabbricato nella zona industriale di Bari, dodici automezzi, sei disponibilità finanziarie e due aziende che si occupano della produzione e commercializzazione di slot machine
Bari, imponeva slot per arricchirsi bloccati otto milioni Rapina in centro scommesse arrestati tre pregiudicati
BARI - I carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro di beni per un valore di 8 milioni di euro, riconducibili a un imprenditore del settore del gioco d’azzardo, Matteo Fornelli, emesso dal Tribunale del capoluogo pugliese (Sezione Misure di Prevenzione) su richiesta della Procura della Repubblica. Applicando il Codice Antimafia del 2011, i militari hanno messo i sigilli a una società immobiliare, a un ristorante, a una ditta che gestisce i servizi di portierato, a un importante fabbricato situato nella zona industriale di Bari, a dodici automezzi.

Inoltre sono state sequestrate sei disponibilità finanziarie e due aziende (una a Bari e l’altra a Lanciano) che si occupano della produzione e commercializzazione di slot machine. Le indagini dei militari del Reparto Operativo hanno dimostrato che il patrimonio accumulato dall’imprenditore, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, è stato realizzato attraverso il reimpiego di proventi derivanti da attività illecite.

L’imprenditore, Matteo Fornelli, di 68 anni, dopo che nel 2003 era stato condannato per 'associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni poiché d’accordo con esponenti criminali di rilievo, con il ricorso al metodo della sopraffazione e della violenza, aveva imposto a molti commercianti la fornitura degli apparati tecnici da gioco elettronico, è riuscito a riproporsi nel tessuto economico del capoluogo pugliese attraverso la costituzione e la gestione di altre società, tutte intestate formalmente a 'teste di legno' (prestanomi) e familiari. Non è il primo sequestro, quest’anno, effettuato dai carabinieri di Bari nei confronti di imprenditori del settore del gioco d’azzardo; nel marzo scorso, difatti, fu colpito da analoga misura di prevenzione Francesco Vavalle, pregiudicato vicino al clan Mercante, a cui furono sequestrati beni per 50 milioni di euro. Il Tribunale di Bari sottolinea che "come sempre, garantirà ogni sforzo per assicurare la prosecuzione delle attività lavorative ed il mantenimento dei posti di lavoro dei dipendenti".

Ad attrarre l'attenzione degli investigatori è stata la sproporzione dei suoi redditi a fronte della ricchezza accumulata. A Fornelli sono state sequestrate: due aziende specializzate nella commercializzazione e distribuzione di slot machine/video poker (la 'Play and replay srl' con sede legale a Lanciano e la 'Over the gamè nella zona industriale di Bari,) una società immobiliare, un’attività di ristorazione e una di organizzazione eventi queste ultime "due scatole vuote funzionali, all’occorrenza, per riciclare il danaro sporco" è stato affermato dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Rosario Castello. A Fornelli sono stati sequestrati otto conti correnti bancari e 12 automobili.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo è sempre stato attivo sul territorio arrivando anche a essere accusato di estorsione lì dove ha imposto a gestori di varie attività economiche la presenza delle macchinette mangiasoldi. E’ ritenuto vicino ad ambienti legati alla criminalità organizzata barese, foggiana e leccese.

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