il caso

La ex Popolare di Bari torna sul mercato, Mcc pronto a vendere: in pole position Icrrea e Credem

REDAZIONE INCHIESTE

Entro l'anno il Mediocredito cederà BdM dopo averla salvata dal crac: «Tuteleremo l'occupazione e il territorio»

È possibile che la ex Banca Popolare di Bari venga venduta? «Il mercato la vuole, Mediocredito Centrale fa un altro mestiere». Così una fonte a conoscenza del dossier ha risposto ieri all’agenzia Radiocor rispetto alle voci sempre più pressanti circa la possibilità che BdM Banca, ormai principale banca del Mezzogiorno con oltre 200 sportelli, venga rimessa sul mercato dopo il salvataggio.

La banca barese, risanata sotto la cura dell'azionista Mcc e dell’amministratore delegato Cristiano Carrus, è tornata a produrre utili (31,8 milioni lo scorso anno) a livelli superiori rispetto alla gestione precedente, quando era ancora una popolare, sotto l’influenza e la gestione della famiglia Jacobini, finita con il commissariamento e con il salvataggio gestito da Invitalia, tramite la controllata Mcc e con il contributo decisivo del Fitd.

Tra i soggetti che si sono fatti avanti c’è il Credem, che già in passato si era presentato ai tavoli di altri dossier bancari, e Iccrea con un’offerta che non riguarda però tutta la banca ma solo una parte della rete degli sportelli, circa 200 tra Puglia, Basilicata e Abruzzo.

Le due banche non sarebbero le sole ad aver manifestato interesse per l’operazione. Fonti finanziarie segnalano che «c’è un effetto rarità»: la vendita di Bdm Banca è un’occasione unica per chi vuol puntare a fare un salto dimensionale con la quota di mercato in Italia, in particolare sulla dorsale adriatica e in Puglia.

Mediocredito Centrale, nonostante abbia nella ragione sociale anche «Banca del Mezzogiorno», non ha il mandato di continuare a gestire una banca retail nel Sud quanto quello di proseguire con la sua missione: la finanza complementare agli incentivi pubblici per le imprese, la promozione e il sostegno degli interventi strutturali, il finanziamento delle pmi attraverso partnership con le principali banche italiane. Tenerne una retail, direttamente in casa, non serve più.

La procedura ora prevede, così come avvenne per la cessione di Cassa Orvieto, (il passaggio a Banca del Fucino è ancora congelato in attesa che il compratore abbia il via libera della Banca d’Italia) la nomina di un advisor da parte di Mcc per gestire la fase delle offerte non vincolanti e poi la successiva delle vincolanti. Ci vorrà qualche mese con un closing possibile a fine anno. Mcc ieri ha indicato le condizioni per la vendita con due paletti: «La tutela dei dipendenti e la crescita della banca e del territorio. Si tratta di requisiti che i potenziali acquirenti non dovranno sottovalutare, nel mettere a punto le rispettive offerte, se vorranno avere chance di successo».

L'acquisto della ex Popolare Bari risale alla metà del 2020. Il salvataggio fu realizzato con la trasformazione in spa, il ritorno in bonis e la fine del commissariamento disposto su richiesta della Banca d’Italia. Il salvataggio costò 1,6 miliardi, per coprire le perdite e dotare di capitale l’istituto pugliese e finì in gran parte sulle spalle delle altre banche italiane. Nei prossimi mesi si definirà la vendita mentre vanno avanti i processi penali nei confronti degli ex vertici e le azioni civili per i danni intentate anche dai piccoli risparmiatori.

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