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Bari, 37enne finisce a processo per rapina e minacce al fratello: assolto «perché il fatto non sussiste»

Rischiava una condanna a tre anni e otto mesi, ma le testimonianze non hanno convinto la giudice

Era finito a processo con l’accusa di aver rapinato, insieme a un’altra persona rimasta ignota, suo fratello e un altro uomo, minacciando entrambi con un coltello e con due taniche di benzina, e togliendo al primo il portafoglio con 1500 euro e al secondo 200 euro e una carta ricaricabile. I fatti sarebbero avvenuti nel pomeriggio del 20 giugno 2023 nel pieno centro di Bari.

Per questo, la Procura di Bari aveva chiesto nei confronti di un 37enne barese, assistito dall’avvocato Gianluca Loconsole, la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione. Il Tribunale però lo ha assolto «perché il fatto non sussiste». Nel corso del dibattimento, infatti, le versioni rese dalle persone offese non avrebbero confermato quanto sostenuto in sede di denuncia: il fratello dell’imputato, nel processo, avrebbe detto di essere stato aggredito da due persone a volto scoperto che portavano "due taniche di benzina da 15 litri», mentre l’altro non avrebbe fatto riferimento alle taniche. L’altra persona a cui sarebbero stati tolti i 200 euro, poi, prima sarebbe stato definito uno "zio», poi «un collega» del fratello dell’imputato. Uno però lavora in un’impresa di pulizie, l’altro fa il muratore. Infine, la persona a cui sarebbero stati tolti i 200 euro e la ricaricabile non avrebbe parlato, nel processo, della carta rubata. Testimonianze che non hanno convinto la giudice Antonietta Guerra, che ha quindi assolto l’imputato.

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